Palestina
Il riarmo globale, mentre il genocidio sta diventando un rumore di fondo.
venerdì 8 maggio 2026, di
Torniamo a Gaza, anche se da lì non ce ne siamo mai andati, non abbiamo mai smesso, perché Gaza tiene insieme tutto, lega le persone, tiene insieme i ragionamenti sulla guerra, la giustizia, sul Diritto Internazionale, il riarmo, il capitalismo.
Dopo il finto cessate il fuoco, il Board of Peace, si sono spenti i riflettori della stampa internazionale, il genocidio sta diventando un rumore di fondo.
Cos’è rimasto di Gaza? Cos’è oggi, è uno Stato, un accampamento, una tenda?
Dove inizia la Palestina? … e dove finisce?
La verità è qualcosa di immobile, sta al centro, ferma come una pietra, anche quando la ignori o la copri con altre distrazioni ti si mette davanti come un terreno di evidenze assolute.
L’esercito Israeliano non ha mai smesso di distruggere e occupare: da più di due anni bombarda Gaza, ma anche il Libano, la Siria, il Qatar, lo Yemen, l’Iran.
Israele ormai occupa più di due terzi della Striscia, spiana il territorio con le bombe, uccide i bambini. Un orrore che sta in piedi solo per le complicità dei nostri governi e per i legami che ha con la nostra economia, economia che ci impoverisce, ci rende precari, mai autonomi, dipendenti su tutto.
Non è un rumore di fondo, è l’orrore.
Distruggere intere città, distruggere case civili, uccidere la terra, sterminare un popolo che appartiene a quella terra, è un crimine di guerra.
Il genocidio è un crimine di guerra.
Israele ha superato ogni limite.
Mentre tutta l’attenzione della stampa internazionale è concentrata sullo Stretto di Hormuz, l’esercito svuota interi territori, occupa, esporta il modello Gaza in Libano, in Cisgiordania, aumenta gli insediamenti dei coloni armati, controlla l’acqua (ne distribuisce soltanto 84 litri al giorno per famiglia) confisca le sorgenti, chiude i pozzi, di notte svuota le cisterne.
Chi può vivere senz’acqua? L’acqua è il confine invisibile tra restare e partire
È come se la vita avesse perso valore, come se uccidere un popolo, bambini, non fosse un crimine, ma la giustificazione ad un’altra narrazione.
Israele ha superato ogni limite, lo sposta sempre un pò più in là:
Il 30 Marzo la Knesset ha approvato e introdotto la Pena di Morte per chiunque minacci l’esistenza dello Stato di Israele, cioè solo per i Palestinesi. All’approvazione della legge il governo ha brindato, indossando spille dorate a forma di cappio. È l’orribile.
Non basta ancora, Netanyahu non si ferma.
Permette finte elezioni a Gaza, ma non fa entrare cibo, medicinali, non fa entrare niente, non permette la vita.
Intercetta la Global Sumud Flottilla, un corteo di navi che portano aiuti, le sequestra in acque internazionali senza che nessuno Stato lo impedisca.
Siamo complici se restiamo in silenzio, se il nostro Governo resta in silenzio.
La verità è che se non si applica concretamente il Diritto Internazionale prevalgono altre narrazioni, prevale un altro racconto, un racconto distorto.
Sarebbero terroristi gli attivisti della Global Sumud Flottilla che portano aiuti a Gaza, terroristi tutti quelli che scendono in piazza per solidarietà e manifestano, chiunque metta in discussione il Governo Israeliano.
Netanyahu può commettere atti di pirateria internazionale senza che nessun paese Europeo dica qualcosa, faccia valere il Diritto Internazionale, giudichi i crimini per quelli che sono e li sanzioni con le regole del Diritto internazionale e del Diritto Penale.
Ad eccezione di Sanchez e del Governo Spagnolo nessun Paese Europeo ha fatto qualcosa.
Perché Netanyahu gode di questa impunità?
Da anni Israele è intoccabile e mentre invade, svuota, occupa, Apple rimuove dalle mappe i nomi dei villaggi nel Libano Meridionale. Non abbiamo mai visto niente del genere.
Eppure, non basta ancora, non ultimo nell’elenco degli orrori, il 28 Febbraio trascina gli Stati Uniti d’America in una guerra contro la Repubblica Islamica.
L’hanno chiamata Operazione Furia Epica e con questo nome ridicolo hanno attaccato all’improvviso l’Iran, bombardato obiettivi militari e civili e avviato la Terza Guerra del Golfo
Siamo rimasti tutti svegli la notte del 7 aprile, come sull’orlo di un precipizio, con gli occhi aperti davanti alle televisioni di fronte alla nuova scadenza di Trump di cancellare un’intera civiltà. Una minaccia dopo l’altra, una scadenza dopo l’altra.
Trump e Netanyahu potevano farlo? A chi appartiene il potere della guerra?
Stanno creando una spirale nella quale non si capisce l’inizio e la fine, hanno in comune l’indifferenza con cui provocano disastri irreparabili, stragi di vite umane, mettendo l’intero mondo in pericolo, tutti i suoi equilibri basati sul Diritto Internazionale.
È la destra, la più a destra nella storia americana e nella storia di Israele, sostenuta da partiti religiosi e nazionalisti.
Il nostro Governo, di destra pure lui, in tre anni di legislatura ha avviato 78 programmi di riarmo impegnandosi per 36,4 miliardi di euro
Chi paga questo riarmo?
270 nuovi carri armati, 8 miliardi di euro
24 nuovi caccia, 7 miliardi di euro
2 nuove fregate , 2 miliardi di euro
2 nuove navi spia, 1,6 miliardi di euro
2 nuovi sottomarini, 1,3 miliardi di euro
La progettazione di nuovi caccia, di batterie missilistiche e di 48 nuovi elicotteri da attacco, per un totale di 12,2 miliardi di euro
Avevamo detto Mai Più
Siamo scesi in piazza perché Gaza è la stessa economia del riarmo, l’economia del genocidio. Scenderemo ancora, per chiedere che il nostro Governo sanzioni e interrompa ogni rapporto economico con Israele, applichi concretamente il Diritto Internazionale e riconosca lo Stato di Palestina.