Palestina
Chiediamo di prendere le distanze da uno Stato che introduce la Pena di Morte su base etnica
venerdì 10 aprile 2026, di
Il Parlamento Israeliano ha approvato la legge di Condanna a morte perAtti di terrorismo, voluta dall’ultradestra guidata da Ben Gvir e appoggiata dal premier Netanyahu: impiccagione e nessuna possibilità di appello.
Una legge scritta esclusivamente per i cittadini palestinesi, definiti tutti semplicisticamente terroristi.
Non colpirà gli ebrei israeliani che terrorizzano e impongono la loro egemonia. Non colpirà i coloni che bruciano villaggi, non gli estremisti che ammazzano palestinesi davanti agli occhi di tutti, colpirà solo i palestinesi la cui intenzione è negare l’esistenza dello Stato di Israele solo perché sono palestinesi. È una legge che si esercita su base etnica e razzista, che non si applica in base al reato ma sul presunto colpevole.
Come può un sistema giuridico varare una legge per servire il potere piuttosto che la giustizia? La legge prevede: l’impossibilità di fare appello, l’isolamento di 90 giorni prima dell’esecuzione, il divieto a incontrare i familiari per un ultimo saluto, e infine l’impiccagione, perché ogni corpo sia un monito.
È il punto di non ritorno perché trasforma la legge in uno strumento selettivo destinato a colpire una sola popolazione, i Palestinesi. Obbliga i tribunali a pronunciare la condanna a morte Trasforma la violazione del diritto internazionale e umanitario, per cui oggi l’uccisione di un palestinese gode di copertura legale. Non è una semplice legge, è una svolta pericolosa.
E mentre Israele introduce la Pena di Morte per i Palestinesi, in Europa si costruiscono norme che limitano la possibilità stessa di criticare quel sistema. Non è un dettaglio: significa spostare un confine tra consenso e dissenso, soprattutto significa criminalizzare la solidarietà. Chi denuncia i bombardamenti su Gaza, chi chiede il rispetto del diritto internazionale rischia di essere delegittimato, diventa un nemico interno.
Le manifestazioni vengono limitate, le parole sorvegliate, le posizioni critiche vengono isolate.
Cosa faremo, resteremo ad osservare? Chiediamo con forza di prendere le distanze da uno Stato che introduce la Pena di Morte su base etnica.
Chiediamo che vengano applicate concretamente le norme che vincolano il diritto Umanitario e la messa in atto del Diritto Internazionale