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Dibattito pubblico

Il nuovismo realizzato.

L’antipolitica dalla Bolognina alla Leopolda. Presentazione del libro di Michele Prospero

lunedì 11 maggio 2015

Mercoledì 13 maggio 2015 ore 18.00 nella sede di SEL Testaccio in Via Zabaglia n. 24


Le leadership create nei talk show, la politica degli annunci e delle fughe in avanti, la realtà ridotta a slides propagandistiche, possono conquistare per qualche stagione il successo elettorale ma poi si scontrano con la complessità dell’azione di governo. Michele Prospero propone nel suo libro una lettura originale e controcorrente dei processi di crisi della seconda repubblica criticando il “nuovismo” ostile ai partiti, alle ideologie, al radicamento sociale e analizza le cause e le conseguenze del declino del sistema politico.

Presenta:
Alfiero Grandi
Associazione Rinnovamento della Sinistra

Intervengono:
- Michele Prospero
autore del libro
- Stefano Fassina
deputato PD
- Lanfranco Turci
Network per il socialismo europeo
- Cecilia D’Elia
Coordinamento nazionale SEL



Da Huffington Post

Uno Stato che sull’orlo della tomba fa una riforma elettorale, ha diritto a essere descritto come un marrano della storia del mondo.

Recita così un aforisma di Karl Kraus citato nell’ultimo libro del filosofo Michele Prospero. Il titolo è Il nuovismo realizzato. L’antipolitica dalla Bolognina alla Leopolda ed è un libro eccezionale che vale la pena leggere per tante buone ragioni. Intanto, nonostante il titolo possa ingannare, non si tratta di un pamphlet o del classico instant book, ma è un volume approfondito, puntuale e corposo e nello stesso tempo leggibile e gustabile. Ma, soprattutto, è un volume che ricostruisce, in maniera critica, alcuni dei passaggi decisivi degli ultimi venticinque anni della sinistra italiana e del nostro sistema politico, utile a capire bene come vi siano solidi nessi causali tra ciò che è stato e il punto in cui siamo arrivati.

Una prima tesi del volume, come per altro recita il sottotitolo, è il legame che unisce la resistibile ascesa di Matteo Renzi con la fine del Pci, o meglio con le modalità e le culture politiche con le quali il gruppo dirigente comunista di allora, guidato da Achille Occhetto, liquidò il partito comunista e si avventurò per altre vie senza passare in maniera decisiva per il socialismo europeo. Quando nei primi anni Novanta la cosiddetta "prima Repubblica" entrò in crisi, il nuovo partito guidato da Occhetto preferì scegliere la via della società civile, dell’antipartitismo, dei referendum, della repubblica dei cittadini, dei governi tecnici, dell’elezione diretta dei sindaci, del maggioritario. Anziché trionfare, Occhetto fu il primo a essere travolto dall’onda nuovista. Arrivò, infatti, Berlusconi e durò vent’anni.

Quelle idee sostenute da Occhetto, però, non scomparvero, anzi sono state alla base di molti sviluppi futuri. Scrive Prospero:
Il rapporto che lega Occhetto a Renzi è questo. Le sue gesta nei primi anni Novanta hanno creato un sistema dai piedi d’argilla, pronto a escursioni carismatiche. Il nuovismo realizzato è un regime fondato sul nulla con un’antipolitica lieve che pretende di arrestare l’onda del populismo forte. Dal presidenzialismo municipale, ai partiti personali, alle file nei gazebo tutto è concepito per liquidare ogni solida forma del politico e riesumare così i vizi antichi del trasformismo e dell’irrazionale culto del capo con virtù affabulatorie.

In questa storia, perciò, Renzi rappresenta non un’eccezione, ma un punto di arrivo prevedibile e naturale; le eccezioni, semmai, sono rappresentate del primo D’Alema e, in parte, da Bersani che hanno provato a ricostruire sia il partito che il sistema politico su un terreno più solido...

Prosegui la lettura dell’articolo "Matteo Renzi, ovvero del nulla. Il nuovo libro di Michele Prospero che disintegra Renzi e il renzismo" un articolo di Francesco Marchinò sull’Huffington Post

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