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Spagna

Civilissima Spagna o Repubblica delle banane?

Come, un Rajoy qualunque, ha avvicinato il popolo ad un referendum impopolare

lunedì 2 ottobre 2017, di Boris Marturano


Il referendum in Catalogna non era legale: vero.
Il referendum in Catalogna era incostituzionale: vero.

Epperò, vedere cittadini, famiglie, anziani recarsi pacificamente ai seggi ed essere brutalmente aggrediti, manganellati (oltre 800 i feriti) da forze di sicurezza in tenuta antisommossa, neanche fossero terroristi, è stato orribile.

Orribile perché non sembrava la civilissima Spagna che tutti conosciamo, paese fondamentale dell’UE, ricco di storia, cultura, democrazia, ma ricordava più una repubblica delle banane, per capirci.

Sento parlare di "eversione": ma eversione sarebbe (e forse sarà) una dichiarazione di indipendenza del governo catalano, non certo una pacifica manifestazione di libertà di espressione da parte dei cittadini.

Il governo centrale spagnolo avrebbe potuto semplicemente far svolgere liberamente il referendum, per poi dire oggi "è stata una farsa, non ne riconosciamo l’esito", ed eventualmente perseguire i dirigenti del governo catalano in caso di dichiarazione unilaterale di indipendenza.

Così, banalmente, avrebbe evitato violenze gratuite, una ennesima rottura nel tessuto sociale spagnolo e una figuraccia a livello internazionale. Ci voleva insomma un capo del governo che fosse uno statista, ma tristemente c’era un Rajoy qualunque.

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