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	<title>Rione Ventesimo</title>
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	<description>Pubblicazione online e cartacea del Monte dei Cocci e dintorni.</description>
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		<title>Rione Ventesimo</title>
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		<title>La strana giovent&#249;</title>
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		<description>
&lt;p&gt;Marco Noccioli (Roma, 1955) &#232; architetto. Tra il 1997 ed il 2001 &#232; stato Presidente della XVII Circoscrizione del Comune di Roma (Prati). Oltre a numerose pubblicazioni sulla storia della citt&#224;, questa &#232; la sua prima opera di narrativa. &lt;br class='autobr' /&gt;
Nel romanzo, Orazio Torriani, colto bibliotecario romano che aveva preso parte agli eventi della Repubblica romana, si reca per motivi di lavoro a San Pietroburgo. Siamo nella primavera del 1862. Mentre &#232; intento a realizzare la nuova Sala di lettura della (&#8230;)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Letteratura-" rel="directory"&gt;Letteratura&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Marco Noccioli&lt;/strong&gt; (Roma, 1955) &#232; architetto. Tra il 1997 ed il 2001 &#232; stato Presidente della XVII Circoscrizione del Comune di Roma (Prati). Oltre a numerose pubblicazioni sulla storia della citt&#224;, questa &#232; la sua prima opera di narrativa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel romanzo, Orazio Torriani, colto bibliotecario romano che aveva preso parte agli eventi della Repubblica romana, si reca per motivi di lavoro a San Pietroburgo. Siamo nella primavera del 1862. Mentre &#232; intento a realizzare la nuova Sala di lettura della Biblioteca Imperiale, entra per caso in contatto con una strana giovent&#249;. Sono ragazzi e ragazze che fanno della coerenza la loro bandiera: ci&#242; che si fa nella vita traduce la propria scommessa esistenziale. Contestano la famiglia, la scuola, la morale. Mettono in discussione tutto: dai fondamenti teorici e religiosi, all'organizzazione dello Stato e della societ&#224;, fino alle abitudini quotidiane, al modo di vestire e di acconciarsi. E, infatti, le ragazze indossano occhiali da sole, hanno i capelli corti, fumano; i ragazzi si fanno crescere i capelli e amano i copricapo a tesa larga. Leggono e distribuiscono stampa clandestina; organizzano cooperative e scuole gratuite per analfabeti; aderiscono ai gruppi rivoluzionari che rivendicano &#034;terra e libert&#224;&#034; per i contadini. Cominciano a vivere nelle comuni, discutono di socialismo, di emancipazione dei servi e di liberazione della donna. La loro &#232; una vicenda costellata da manifestazioni di piazza, scontri con la polizia, strani incendi, spie e traditori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Leggi anche la recensione del romanzo scritta da &lt;a href=&#034;https://ilmanifesto.it/una-generazione-in-lotta-nella-russia-di-meta-800&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;Paolo Vigan&#242; su il Manifesto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_932 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;'&gt;
&lt;img src='http://www.rioneventesimo.it/IMG/png/lastranagioventu-web1200.png?1726908429' width='500' height='500' alt=&#034;&#034; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Mar del Plata</title>
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		<dc:date>2013-04-17T10:42:18Z</dc:date>
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		<description>
&lt;p&gt;Sinossi &lt;br class='autobr' /&gt;
Immaginate un giocatore di rugby. Teso, attento, pronto allo scatto e a resistere alle cariche, ai placcaggi, a tutto. Solo che quest'uomo non &#232; un giocatore di rugby come gli altri: lo si capisce quando comincia a raccontare quella partita, e le altre cento che l'hanno preceduta. Si chiama Raul, &#232; argentino e la squadra per cui sta giocando non esiste pi&#249;. Morti, tutti, durante gli anni della dittatura. Lui &#232; l'unico sopravvissuto. Una squadra di fantasmi. Che un tempo era la (&#8230;)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Letteratura-" rel="directory"&gt;Letteratura&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_251 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;'&gt;
&lt;img src='http://www.rioneventesimo.it/IMG/png/invito_roma_fava-mardelplata.png' width=&#034;888&#034; height=&#034;386&#034; alt=&#034;&#034; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;hr class=&#034;spip&#034; /&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sinossi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Immaginate un giocatore di rugby. Teso, attento, pronto allo scatto e a resistere alle cariche, ai placcaggi, a tutto. Solo che quest'uomo non &#232; un giocatore di rugby come gli altri: lo si capisce quando comincia a raccontare quella partita, e le altre cento che l'hanno preceduta. Si chiama Raul, &#232; argentino e la squadra per cui sta giocando non esiste pi&#249;. Morti, tutti, durante gli anni della dittatura. Lui &#232; l'unico sopravvissuto. Una squadra di fantasmi. Che un tempo era la squadra pi&#249; forte d'Argentina. Un tempo funesto, il 1978.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualcuno si illude che lo sport sia un terreno neutrale e che altrove, lontani dal campo di rugby, stiano anche i generali e la repressione di un regime che in pochi anni far&#224; ventimila morti. Che c'entriamo noi con la dittatura? Noi che diamo l'anima sul campo? Poi uno di quei ragazzi, uno che di mestiere fa l'operaio e in fabbrica parla e pensa ad alta voce, scompare. La domenica successiva i suoi compagni chiedono un minuto di silenzio prima della partita. Invece di minuti ne passano dieci. Dal giorno dopo cambia tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre l'Argentina si prepara a trasformare i campionati del mondo di calcio del 1978 nella vetrina del regime, tra la giunta militare e quei ragazzi si accende una sfida che non prevede armistizi. Uno dopo l'altro i giocatori spariscono: ma per ogni giocatore ucciso, un ragazzino del vivaio viene promosso titolare. E cos&#236;, mentre il mondo celebra l'Argentina campione del mondo di calcio fingendo di non sapere cosa stia accadendo, i ragazzi del Rugby La Plata continuano a giocare, a vincere, a parlare ad alta voce. E a morire. Dei titolari ne resta in vita solo uno: Raul. L'ultima di campionato si porta in campo una squadra di ragazzi. Giocano, e vincono. Per la giunta militare, che assiste con le divise tirate a lucido dal palco d'onore, sar&#224; l'inizio della fine. Una storia vera, raccontata con la passione, l'amore e il rispetto che meritano i grandi eventi della Storia.&lt;br class='manualbr' /&gt;&lt;i&gt;(da feltrinelli.it)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&#034;http://www.repubblica.it/rubriche/la-storia/2013/03/19/news/squadra_rugby_desaparecida-54877598/&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;&lt;strong&gt;La squadra di rugby che fu &#034;desparecida&#034;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br class='manualbr' /&gt;recensione di repubblica.it&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&#034;http://www.indie-blog.com/di-schiene-dritte-e-dittature-militari-mar-del-plata-di-claudio-fava/&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;&lt;strong&gt;Di schiene dritte e dittature militari: Mar del Plata, di Claudio Fava&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br class='manualbr' /&gt;recensione su IndieBlog&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&#034;http://www.leggo.it/sport/rugby/mar_del_plata_la_squadra_di_rugby_di_desaparecidos_raccontata_da_fava/notizie/221016.shtml&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;&lt;strong&gt;La squadra di rugby di desaparecidos raccontata da Fava&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br class='manualbr' /&gt;recensione su leggo.it&lt;/p&gt;
&lt;hr class=&#034;spip&#034; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&#034;http://www.lafeltrinelli.it/products/9788867830039/Mar_del_Plata/Claudio_Fava.html&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;Acquista online su Feltrinelli.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&#034;http://www.amazon.it/Mar-del-Plata-Claudio-Fava/dp/8867830031&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;&lt;strong&gt;Acquista su Amazon.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Piano americano</title>
		<link>http://www.rioneventesimo.it/?Piano-americano</link>
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		<dc:date>2011-12-07T10:21:14Z</dc:date>
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		<description>
&lt;p&gt;&#8220;Il cinema mi fa schifo. Ma come fai a fare l'attore? Che vita &#232;?&#8221; &#8220;Una bella vita, Fausto. Pensaci. Sei libero di esprimerti usando la tua voce, il tuo corpo, le tue emozioni. Puoi commuovere e divertire. Puoi dar voce agli sconfitti. Lottare contro le ingiustizie. E ridere di te stesso. Cosa vuoi di pi&#249;?&#8221; Ne parla con l'autore Adriano Labucci. &lt;br class='autobr' /&gt; Nel cinema si parla di &#8220;piano americano&#8221; quando la figura dell'attore &#232; inquadrata dalle ginocchia in su. Dentro l'inquadratura di questo libro (&#8230;)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Letteratura-" rel="directory"&gt;Letteratura&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;&#8220;Il cinema mi fa schifo. Ma come fai a fare l'attore? Che vita &#232;?&#8221;&lt;br class='manualbr' /&gt;&#8220;Una bella vita, Fausto. Pensaci. Sei libero di esprimerti usando la tua voce, il tuo corpo, le tue emozioni. Puoi commuovere e divertire. Puoi dar voce agli sconfitti. Lottare contro le ingiustizie. E ridere di te stesso. Cosa vuoi di pi&#249;?&#8221;&lt;br class='manualbr' /&gt;Ne parla con l'autore Adriano Labucci.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Nel cinema si parla di &#8220;piano americano&#8221; quando la figura dell'attore &#232; inquadrata dalle ginocchia in su. Dentro l'inquadratura di questo libro c'&#232; Giuseppe Cederna, la sua avventura americana. Un'avventura che fa da filo rosso a un vero e proprio viaggio nel lavoro e nella psicologia dell'attore. &lt;br class='manualbr' /&gt;Tutto comincia quando Rob Marshall, il regista di Chicago, vuole Cederna per la parte del contabile Fausto in Nine, un musical ispirato a 8 1/2. &#200; una grande produzione e, al contempo, ha a che fare con quel Federico Fellini che tanti anni prima aveva voluto incontrare il giovanissimo Cederna e lo aveva studiato, esplorato, incantato. E ora ecco, dopo tanta esperienza sul palcoscenico e sul set, Giuseppe entra in una storia che ha a che fare con il Maestro &#8211; e il Maestro, oniricamente, approva con le tre dita aperte e il braccio teso alla Mandrake. In questa avventura che, non meno oniricamente, &#232; sfida e illusione passa l'anima inquieta e leggera di Giuseppe Cederna, la sua memoria del cinema italiano, la magia degli incontri stellari, il tempo infinito delle attese, i voli e le soste, le case e gli alberghi, l'ansia dei provini, i set dei serial tv, il killer e il contabile, il fantasma di Mastroianni e il suo misterioso asanisimasa. Quanta anima deve avere un attore quando si accendono le luci sui suoi gesti? E che cos'&#232; un attore quando non lavora? C'&#232; o semplicemente non c'&#232; pi&#249;? La risposta &#232;, una volta ancora, dentro la vita. Dentro la vita come viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;hr class=&#034;spip&#034; /&gt;&lt;iframe width=&#034;560&#034; height=&#034;315&#034; src=&#034;http://www.youtube.com/embed/MKCc0jNMn3Q&#034; frameborder=&#034;0&#034; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;Giuseppe Cedrena&lt;br class='manualbr' /&gt;&lt;strong&gt;Piano americano&lt;/strong&gt;&lt;br class='manualbr' /&gt;Editore: Feltrinelli &lt;br class='manualbr' /&gt;anno: 2011&lt;br class='manualbr' /&gt;pagine 224, brossura&lt;br class='manualbr' /&gt;prezzo: 15 &#8364; &lt;br class='manualbr' /&gt;prezzo eBook: 10,99 &#8364;&lt;/p&gt;
&lt;hr class=&#034;spip&#034; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&#034;http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807491061/Piano_americano/Giuseppe_Cederna.html&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;&lt;strong&gt;Acquista online, edizione stampa e eBook&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&#034;http://www.scrittoriperunanno.rai.it/scrittori.asp?videoId=1066&amp;currentId=124&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;Giuseppe Cederna in &#034;Scrittori per un anno&#034; RAI-Edu&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&#034;http://www3.lastampa.it/spettacoli/sezioni/articolo/lstp/394136/&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;Giuseppe Cederna: &#034;Com'&#232; diversa la Kidman in piano americano&#034;&lt;/a&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
(La Stampa)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Il sarto di Ulm</title>
		<link>http://www.rioneventesimo.it/?Il-sarto-di-Ulm</link>
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		<dc:date>2011-12-05T11:04:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		



		<description>&lt;p&gt;Ci troviamo di fronte a un libro che esplora, e che narra, la storia del Pci a tutto campo, o in campo aperto. Condizioni nazionali, condizioni internazionali, contesto esterno, vita interna, linea politica, forme di organizzazione. Viene avanti, il racconto, come una macchina escavatrice, che smuove la materia prima e fa venire alla luce reperti archeologici, alcuni dimenticati, altri rimossi, altri ancora stravolti dalle letture correnti.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Letteratura-" rel="directory"&gt;Letteratura&lt;/a&gt;


		</description>


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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Il colore degli anni</title>
		<link>http://www.rioneventesimo.it/?Il-colore-degli-anni</link>
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		<dc:date>2011-06-11T08:12:59Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		



		<description>

-
&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Letteratura-" rel="directory"&gt;Letteratura&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_141 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;'&gt;
&lt;img src='http://www.rioneventesimo.it/IMG/png/AVINCOLAinvitoCOLORE.png?1591455176' width='500' height='364' alt=&#034;&#034; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Resolver Cuba</title>
		<link>http://www.rioneventesimo.it/?Resolver-Cuba</link>
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		<dc:date>2009-10-07T09:07:06Z</dc:date>
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		<description>
&lt;p&gt;&#8220;Sono stata a Cuba da fine dicembre a met&#224; gennaio e ho parlato con diversa gente: ristoratori, affittuari di case particulares, o proprietari di paladares, gente della strada, commercianti ambulanti, musicisti, amici italiani o persone che ho conosciuto in loco (&#8230;) Ho colto aspettative verso una nuova situazione attesa per i primi mesi dell'anno, con una nota di speranza, ma insieme di scetticismo, se il potere fosse passato pienamente a Ra&#250;l Castro (&#8230;) L'impressione che ho colto, condivisa (&#8230;)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Letteratura-" rel="directory"&gt;Letteratura&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p align=&#034;left&#034;&gt;&#8220;&lt;i&gt;Sono stata a Cuba da fine dicembre a met&#224; gennaio e ho parlato con diversa gente: ristoratori, affittuari di case particulares, o proprietari di paladares, gente della strada, commercianti ambulanti, musicisti, amici italiani o persone che ho conosciuto in loco (&#8230;) Ho colto aspettative verso una nuova situazione attesa per i primi mesi dell'anno, con una nota di speranza, ma insieme di scetticismo, se il potere fosse passato pienamente a Ra&#250;l Castro (&#8230;) L'impressione che ho colto, condivisa dalle altre persone che erano con me, &#232; stata di un'aria nuova di cui si cominciava a percepire l'alito fresco, un po' inebriante, eccitante e, come tutto ci&#242; che ha da venire, e inevitabilmente contiene misteri, crea un misto di speranza e ansia&lt;/i&gt;.&#8221; (da &lt;b&gt;&lt;i&gt;Resolver Cuba&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, Ediz.&#8220;Il Filo&#8221;, 2009, pag.306).&lt;/p&gt;
&lt;p align=&#034;left&#034;&gt;&#200; in una fase avanzata della sua trattazione che Floriana Mastandrea, cominciando a tirare le fila del suo lungo lavoro, tasta il polso alle speranze, alle aspirazioni, alle aspettative del popolo cubano circa il futuro della loro terra, l'&lt;i&gt;isola a forma di caimano.&lt;/i&gt; In realt&#224; gi&#224; pi&#249; volte, nelle pagine precedenti, l'autrice si era soffermata a descriverci il comune sentire di un popolo sui contrastanti esiti della &lt;i&gt; revoluci&#243;n&lt;/i&gt;, ovvero sulla possibilit&#224; reale di approdare &#8211; con l'uscita dal gioco per malattia del &lt;i&gt;l&#237;der m&#225;ximo&lt;/i&gt; Fidel Castro &#8211; a un nuovo assetto economico-sociale, che faccia finalmente i conti con le esigenze di modernizzazione sempre pi&#249; sentite all'interno della realt&#224; cubana. La posta in gioco &#232; altissima, tale da poter segnare &#8211; dopo interminabili decenni tutti vissuti in stato di &#8220;emergenza&#8221; &#8211; un punto di svolta, ossia lo stabilirsi di condizioni di vita pi&#249; in linea con richieste che vengono ormai percepite, dalla presso che totalit&#224; della popolazione, indifferibili. I segnali al riguardo - ci dice l'autrice - sono significativi, sia pure di diversa natura e importanza. Significativo, per la sottile distinzione tra &#8220;egualitarismo&#8221; ed &#8220;eguaglianza&#8221;, &#232; stato il discorso che Ra&#250;l Castro ha pronunciato a quattro mesi dal suo insediamento come presidente. Per la prima volta si &#232; lasciato intendere che &#232; ora di passare da una concezione paternalista dello Stato, con le concessioni generalizzate di servizi gratuiti alla totalit&#224; della popolazione, a un'altra che miri a pi&#249; equi criteri di produttivit&#224; e meritocrazia. Tutto questo non sar&#224; facile n&#233; indolore, ma numerosi segnali stanno rendendo sempre pi&#249; esplicita l'evoluzione in atto. I taxi privati &#8211; c'informa Floriana Mastandrea &#8211; possono, per decisione di Ra&#250;l Castro, riprendere a esercitare, dopo essere stati lungamente aboliti a favore di cooperative statali; si &#232; in procinto di eliminare la &lt;i&gt;libreta&lt;/i&gt;, sorta di carta annonaria che consente ai cubani l'approvvigionamento a prezzi sussidiati dei generi alimentari considerati indispensabili (riso, fagioli, zucchero, ecc&#8230;); sono stati aboliti i divieti di acquistare &lt;i&gt;pc&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;dvd&lt;/i&gt;, forni a microonde. Certamente tutto ci&#242; non corrisponde fino in fondo alle richieste da parte della popolazione, che vorrebbe maggiori concessioni, quale pi&#249; spazio all'iniziativa privata, l'essere autorizzati ad effettuare la compravendita di immobili e auto (il 90% dei cubani &#232; proprietario del proprio appartamento, ma non pu&#242; venderlo); oppure, molto pi&#249; semplicemente, poter accedere al regno dell'effimero e disporre di decoder e antenne paraboliche per collegarsi con i &lt;i&gt;network&lt;/i&gt; stranieri.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&#034;left&#034;&gt;Questo &#8211; e molto di pi&#249; &#8211; ci viene illustrato con icastica efficacia e sguardo attento da sociologa dalla Mastandrea, non nuova a questo tipo di scrittura che si colloca tra la saggistica e l'aneddotica di viaggio (gi&#224; sperimentata con successo in un volume dedicato all'Africa, &lt;i&gt;L'altra Africa di Albert Schweitzer&lt;/i&gt;&lt;b&gt;, &lt;/b&gt;2004, Rai-Eri Armando&lt;b&gt;)&lt;/b&gt;&lt;font size=&#034;3&#034;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&#034;left&#034;&gt;Ci sono dei libri che, per la molteplicit&#224; di aspetti che li caratterizzano e l'intrinseca ricchezza di implicazioni, sfuggono a ogni tentativo di classificarli in un genere precostituito. Questa &#232; stata, in effetti, la prima impressione di fronte a &lt;b&gt;&lt;i&gt;Resolver Cuba&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: un'opera che non si lascia inquadrare n&#233; tantomeno definire, cos&#236; sorprendente &#232; la variet&#224; non solo dei temi affrontati, ma anche dei suoi toni e registri stilistici. Del resto, volendo l'autrice fornire al lettore un quadro attendibile della realt&#224; cubana, una realt&#224; cos&#236; variegata e complessa da rendersi per ci&#242; stesso irriducibile ad essere etichettata, ha accettato lei per prima di contemplare l'ipotesi di una trattazione &#8211; per cos&#236; dire &#8211; &#8220;snodata&#8221;, che sapesse spaziare dai toni soggettivi degli appunti di viaggio a quelli oggettivi della Storia, della Sociologia e dell'Etnografia. L'esito, come vedremo analizzando il libro pi&#249; in dettaglio, &#232; un'opera che si avvale di una prospettiva a 360&#176;: e anche se, come afferma l'autrice nell'introduzione, il discorso non possa considerarsi esaustivo, va detto che esso nulla tralascia, mirando anzi a restituirci tutta la complessit&#224; di un mondo difficile da comprendere a chi lo guardi dall'esterno con l'occhio del semplice turista.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&#034;left&#034;&gt;Come &#232; stato opportunamente chiarito da una ricca letteratura al riguardo, esistono due distinte tipologie di viaggiatore: il turista, ovvero colui che quando si sposta porta con s&#233; il suo mondo, il suo bagaglio personale d'idee preconcette, e il viaggiatore vero e proprio, in grado di guardare a realt&#224; diverse dalla sua con genuina curiosit&#224; antropologica. Il primo &#232; destinato a non vedere se non quello che &lt;i&gt;vuole&lt;/i&gt; vedere: amer&#224; oppure odier&#224; ci&#242; che vede, ma senza lasciarsene scalfire. Da una prospettiva siffatta, il viaggio non &#232; mai un'esperienza in grado di arricchire, plasmare, rimettere in discussione il proprio mondo intenzionale: potr&#224; essere piacevole o meno, ma non far&#224; entrare in rapporto dialettico realt&#224; spesso molto lontane fra loro. Un'esperienza, pertanto, destinata a non lasciare una traccia durevole n&#233; tanto meno significativa.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&#034;left&#034;&gt;Ben diverso &#232; il caso del viaggiatore. Il suo sguardo non dar&#224; mai niente per scontato, n&#233; scatter&#224; &#8211; a ogni contatto minimamente urticante con l'altro da s&#233; &#8211; la trappola del confronto con il &#8220;proprio&#8221; mondo, con la propria cultura, i propri valori e convincimenti. Egli accetta, pur senza che questo comporti l'abbandono d'ogni giudizio critico, d'immergersi nel contesto che gli si porge: ci&#242; significa che tale esercizio sar&#224; necessariamente mediato dal rispetto verso una cultura considerata nella sua irriducibile autonomia, segnata al proprio interno da diverse vicissitudini storiche e sociali.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&#034;left&#034;&gt;&#200; questo spirito costruttivo - da vero viaggiatore - che abbiamo rinvenuto nell'opera di Floriana Mastandrea, testimoniato dall'impronta rigorosa della sua trattazione e dalla cura estrema dei dettagli, sempre supportati da un'incredibile quantit&#224; di dati informativi. In tal senso il titolo &#232; estremamente esemplificativo: &#8220;Resolver Cuba&#8221;, ossia far riferimento ai paradossi (talora pi&#249; apparenti che reali) che caratterizzano la vita dell'isola caraibica, tentando di spiegarli a chi ne abbia soltanto un'immagine confusa e approssimativa. Come chiarisce opportunamente l'autrice nell'introduzione, &lt;i&gt;resolver&lt;/i&gt; &#232; un termine topico nella filosofia spicciola dei cubani, per la maggioranza dei quali la vita &#232; davvero un continuo confronto con una gran messe quotidiana di problemi da risolvere. Tutto a Cuba, dal sistema dei trasporti all'approvvigionamento alimentare, dal materiale edile ai pezzi di ricambio delle auto, &#232; pesantemente condizionato dal lungo, durissimo &#8220;embargo&#8221; decretato dagli USA a partire dal 1962; e questo dovrebbe essere sempre ben tenuto a mente da chi, per il fatto di appartenere alla realt&#224; del mondo occidentale, non deve che uscire di casa e recarsi al pi&#249; vicino supermercato per dotarsi di qualsivoglia tipo di merce.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&#034;left&#034;&gt;Quel che all'autrice preme maggiormente, &#232; fare piazza pulita di ogni stereotipo: sia da parte di chi s'innamora di Cuba al punto da soffrire &#8211; quando ne stia lontano - di una vera e propria sindrome d'astinenza, sia di chi non sa scorgerne se non gli aspetti negativi, quelli che scaturiscono dall'impatto con una realt&#224; in cui anche le cose pi&#249; semplici possono essere oggetto di una faticosa conquista. Come, per esempio, individuare il tipo di taxi giusto per il tragitto dall'aeroporto alla citt&#224;, o essere disposti a procacciarsi da soli, armati &#8220;&lt;i&gt;di guanti, spugna e disinfettanti&lt;/i&gt;&#8221;, la pulizia di vetusti sanitari molto lontani dagli standard igienici del mondo occidentale. Al riguardo, sono estremamente istruttive le prime pagine del libro, in cui si descrive l'installazione dei nostri viaggiatori in una &lt;i&gt;casa particular&lt;/i&gt;, una delle tante abitazioni private parzialmente adibite ad albergo, fonte accessoria d'introito per molti cubani della capitale. Di queste abitazioni, spesso eleganti ville coloniali, vengono descritti fasto e decadenza: il primo narra di un lusso di cui s'&#232; perso da tempo immemorabile il ricordo; la seconda &#232; l'immagine impietosa della mancanza dei fondi necessari alla ristrutturazione di edifici in passato nobili, ora fatiscenti. Pagina dopo pagina, si compone sotto i nostri occhi un'immagine all'insegna dei contrasti pi&#249; stupefacenti, ma proprio per questo unica e ricca di fascino: le cattedrali barocche, il lungomare del &lt;i&gt;Malec&#243;n&lt;/i&gt;, le piazze animate e festose, le &#8220;bodeguitas&#8221; artigianali, le &#8220;calles&#8221; dove pullula un'umanit&#224; allegra e amante della vita &#8230; La natura &#232; all'insegna dell'opulenza di forme e colori, gli stessi che travasano nella cucina &#8220;criolla&#8221;, dove si sopperisce con la fantasia a una forzosa scarsit&#224; d'ingredienti. Dopo aver indugiato nella descrizione dei complessi monumentali de L'Havana, si decolla verso altri lidi (&lt;i&gt;Matanzas, Cienfuegos, Trinidad, Pinar del Rio&lt;/i&gt; &#8230;), con un puntuale rendiconto delle modalit&#224; &#8211; spesso fortunose &#8211; di trasferimento da una localit&#224; all'altra. Segue un affascinante itinerario attraverso le forme dell'arte cubana contemporanea (letteratura, cinema, musica, arti figurative, balletto), finch&#233;, nella sua seconda parte, l'opera perde i toni colloquiali per assumere quelli pi&#249; impersonali e oggettivi della trattatistica storica e politico-economica. All'interno di questa parte, pi&#249; analitica e minuziosa man mano che ci si avvicina ai giorni nostri, si ripercorre con dovizia di particolari la storia della &lt;i&gt;revoluci&#243;n&lt;/i&gt;, con speciale riferimento alla figura di &#8220;Che&#8221; Guevara.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&#034;left&#034;&gt;Un libro, dunque, tale da soddisfare qualsivoglia necessit&#224; d'informazione o curiosit&#224; che assalga il turista in procinto di compiere un viaggio a Cuba; ma anche in grado di fissare e ridelineare, nell'animo di chi gi&#224; vi &#232; stato, una sorta di mappa ideale della memoria e della nostalgia.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Fenomenologia di Harry Potter: parte terza</title>
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&lt;p&gt;Una delle figure pi&#249; potenti evocate dalla penna della Rowling &#232; senz'altro il personaggio che di questo volume &#232; il filo conduttore, l'anima occulta (e nera!): Dolores Umbridge, Alta Inquisitrice cui il Ministero della Magia ha dato delega di &#8220;riportare alla normalit&#224;&#8221; la scuola di Hogwarts. Sul suo direttore, Albus Dumbledore, si sono infatti addensati i sospetti del ministero di volersi creare una sorta di potere personale e di aver creato, all'uopo, un corpo speciale di fedelissimi che (&#8230;)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Fenomenologia-di-Harry-Potter-" rel="directory"&gt;Fenomenologia di Harry Potter &lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Una delle figure pi&#249; potenti evocate dalla penna della Rowling &#232; senz'altro il personaggio che di questo volume &#232; il filo conduttore, l'anima occulta (e nera!): Dolores Umbridge, Alta Inquisitrice cui il Ministero della Magia ha dato delega di &#8220;riportare alla normalit&#224;&#8221; la scuola di Hogwarts. Sul suo direttore, Albus Dumbledore, si sono infatti addensati i sospetti del ministero di volersi creare una sorta di potere personale e di aver creato, all'uopo, un corpo speciale di fedelissimi che stanno apprestando una super-arma segreta. La capacit&#224; dell'autrice di conferire una sgradevolezza quasi parossistica al personaggio della Umbridge &#232; davvero notevole: invadente quanto ipocrita, la nativa malvagit&#224; mascherata dietro una ripugnante bonomia, incline al sadismo, totalmente irrispettosa dei diritti e della dignit&#224; dei discenti, la Umbridge &#232; la perfetta ipostasi di ogni incubo scolastico avente al suo centro la figura di un cattivo maestro, di un professore crudele e inumano. Ad Harry, che da subito si mette in contrapposizione con lei e che non si perita di contrastarla con atteggiamenti di sfida palese, l'inquisitrice riserva punizioni d'inaudita ferocia: gl'incide a sangue nella carne, durante sedute interminabili, la scritta &#8220;I'm a liar&#8221;; sottopone gli insegnanti all'umiliazione di snervanti ispezioni durante le loro ore di lezione, scribacchiando ostentatamente su una lavagnetta i suoi appunti critici; provoca la momentanea battuta in ritirata dello stesso potentissimo Albus Dumbledore, intervenuto a difesa di Harry; licenzia in tronco, sotto gli occhi allibiti dei suoi studenti, la professoressa Trelawney, accusandola di scarsa competenza nella sua disciplina d'insegnamento. Tanto dispiego di cattiveria da parte del personaggio &#232; supportato da una serie di &#8220;tic&#8221; che lo rendono tanto odioso quanto indimenticabile: l'intercalare che precede i suoi interventi verbali (hem hem), la girlish voice - la vocina mielata da fanciulla - di cui si avvale per mascherare d'innocenza le sue perfide battute; gli occhi globosi e sporgenti simili a quelli di un rospo. Date queste premesse, &#232; ovvio che i momenti di gloria del romanzo coincidano con gli smacchi subiti dalla Umbridge (spassosissima la beffa ai suoi danni inscenata dai gemelli Weasley) e, soprattutto, con la sua punizione: trascinata con un pretesto da Harry e da Hermione nella Foresta Proibita, verr&#224; abbandonata alla furia dei centauri che ella ha improvvidamente offeso nell'onore, per riemergervi in stato di totale confusione mentale (Rowling non lo dice: ma non abest suspicio che il tipo di abuso inflittole sia di tipo sessuale). Perfino il pi&#249; ostile dei professori di Hogwarts nei confronti di Harry, Severus Snape, appare al confronto un innocuo buontempone: ch&#233; anzi, sempre nello stesso volume, si ha una conferma di quanto spiccato sia il senso di giustizia del protagonista proprio grazie alla ridefinizione complessiva che egli opera della figura del suo inviso insegnante. Il fatto &#232; che Harry, immergendo lo sguardo nel Pensieve (sorta di recipiente dove i maghi depositano, dopo averli estratti dalla loro mente, memorie di esperienze passate), ha preso visione del peggiore ricordo di Snape: quello di una pubblica umiliazione subita da adolescente, per mano di alcuni compagni di scuola, capeggiati niente meno che da James Potter, il padre di Harry. Da sempre convinto della superiorit&#224; morale dei genitori che non ha mai potuto conoscere, Harry avvampa di vergogna nel vedere con quanto sadismo il padre si fosse accanito sull'incolpevole compagno di studi, e da questo momento, pur continuando Snape a tiranneggiarlo, Harry guarder&#224; a lui con pi&#249; pensosa umanit&#224;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Questa wizarding community costeggia, senza quasi mai intersecarlo, il mondo dei cosiddetti &#8220;muggles&#8221; (o babbani, nella versione italiana). Al riguardo le regole vigenti fra maghi e streghe sono ferree, e chi le viola pu&#242; essere sottoposto a sanzioni anche gravi. Ovviamente il &#8220;dark Lord&#8221;, quel Voldemort che incombe come un genio malefico su tutta la storia, non si perita di scagliarsi con furia omicida &#8220;anche&#8221; sui babbani, certo di avere cos&#236; un elemento di ulteriore ricatto a danno dei maghi votati alla causa del bene. &#200; interessante vedere, nel capitolo iniziale del quinto volume della saga (Harry Potter and the Half-Blood Prince) come la Rowling lasci intendere che esiste da sempre un legame segreto tra i due mondi, limitato nondimeno alla reciproca conoscenza fra il Ministro della Magia e il Primo Ministro d'Inghilterra. Il lettore deve poter supporre che tale ipotesi, pur remota a altamente improbabile, non &#232; in ogni caso impossibile: e all'uopo l'autrice ci invita a guardare con maggiore attenzione al mondo fenomenico in cui, al di delle pi&#249; innocue apparenze, pu&#242; occhieggiare improvvisa la dimensione dell'oltre - umano. Ecco dunque che, se si entra in certa cabina telefonica di un'anonima strada di Londra e si compone il 62442, si sentir&#224; al ricevitore una fredda voce femminile che d&#224; istruzioni su come accedere al Ministero della Magia &#8230; Che dire del St Mungo's Hospital? Abilitato alla cura di morsi da creature mostruose, accidentale assunzione di pozioni magiche, ferite dovute a esplosione di crogiuoli e danni indotti da incantesimi, vi si arriva attraverso la vetrina di un dimesso, antiquato grande magazzino, la cui facciata in mattoni rossi ha l'aria di aver conosciuto tempi migliori. Naturalmente, una volta che sar&#224; stato consentito l'accesso, si scoprir&#224; che l'interno di questi edifici &#232; sontuoso e splendidamente adorno, oppure che tutto vi brilla all'insegna dell'efficienza: ma nulla dovr&#224;, all'esterno, attirare pi&#249; di tanto l'attenzione dei Muggles, alla stessa stregua del famoso binario &#8220;nove e tre quarti&#8221;. &lt;br class='autobr' /&gt;
Il fascino di questa supposta dimensione, parallela a quella della pi&#249; corriva normalit&#224;, &#232; potenzialmente inesauribile, e si comprende come lettori di diverse fasce d'et&#224; vi abbiano attinto &#8211; e continuino ad attingervi - la loro dose quotidiana d'immaginario. Variamente modulata e come in grado di rigenerarsi da se stessa, la vena creativa della Rowling ci stupisce con una scintillante fantasmagoria di trovate che non lascia mai delusi: streghe e maghi, elfi e goblins, esseri mostruosi e scope volanti, fotografie animate e specchi che riflettono i desideri, &#8220;Dementors&#8221; (Dissennatori, nella versione italiana) che succhiano felicit&#224; e ricordi dall'anima delle loro vittime, &#8220;Portkeys&#8221;, ossia oggetti che basta toccare per essere teletrasportati anche a distanze incommensurabilmente lontane &#8230; Tutto ci&#242; compone un universo perfettamente coerente rispetto alle premesse narrative poste dall'autrice stessa. Si avverte nella Rowling lo studio amoroso, la frequentazione assidua degli autori che hanno maggiormente lasciato liberi i freni della loro fantasia: e se Dante deve essere stato tenuto ben presente (soprattutto per la suggestione esercitata dall'iconografia infernale sugli aspetti tenebrosi della saga), ancora pi&#249; evidenti sono le tracce del capolavoro ariostesco, e non solo per la presenza nell'opera degli ippogrifi. Particolarmente rilevante ci &#232; parsa la citazione del viaggio di Astolfo sulla luna, allorch&#233; Harry, insieme a un gruppo ristretto dei suoi migliori amici di Hogwarts, fa un'irruzione notturna nel Ministero della Magia per correre in difesa di Sirius Black. Egli trova allineate su lunghi e alti scaffali numerose sfere di cristallo contrassegnate da nomi e racchiudenti, ciascuna, una profezia relativa al destino di determinati individui: e, come gi&#224; Astolfo aveva prelevato l'ampolla contenente il senno di Orlando, Harry prende la sfera che reca il suo nome per impedire a Lord Voldemort di leggervi prima di lui il futuro che l'aspetta.&lt;br class='autobr' /&gt;
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che l'opera, pur caratterizzata da eventi violenti e catastrofici, non disdegna di fare occasionale ricorso alla vena di humour propria della pi&#249; schietta tradizione anglosassone, si comprender&#224; ancora meglio il perch&#233; del suo successo. Grazie a questi indubitabili punti di forza, sentiamo di poter perdonare alla Rowling molte cose, a cominciare da quell'improbabile Latino (anch'esso di fantasia, come tutto il resto) che si affaccia sia nella nomenclatura di erbe ed animali, sia &#8211; soprattutto - negli enchanting charms and spells pronunciati a ogni pi&#232; sospinto da maghi e streghe nel corso dell'opera. Expelliarmus! Vingardio Leviosa! Riddikkulus! Sono soltanto alcune delle formule pi&#249; esilaranti nelle quali ci si imbatte nel bel mezzo di furibondi duelli magici, le bacchette brandite come armi temibili armi contro l'avversario. Ma aspettarsi una Rowling latinista (o semplicemente pensosa di verificare la giustezza di una lingua, sia pure morta, diversa dall'Inglese) sarebbe forse stato pretendere troppo.&lt;br class='manualbr' /&gt;(fine)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Fenomenologia di Harry Potter: parte seconda</title>
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		<dc:creator>Sandra Avincola</dc:creator>



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&lt;p&gt;Tornando ad Harry Potter, si dimentica che l'opera &#232; soprattutto un romanzo di formazione, ambientato per la sua massima parte nel luogo deputato dell'evoluzione psicologica e cognitiva giovanile: la scuola. Anzi, nessun'opera narrativa aveva, fino a questo momento, dedicato uno spazio cos&#236; ampio alla rappresentazione dell' &#8221;ordinario scolastico&#8221;, sotto forma di successione, anno dopo anno, di un intero ciclo di apprendimento. Che poi le discipline in programma siano diverse da quelle di una (&#8230;)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Fenomenologia-di-Harry-Potter-" rel="directory"&gt;Fenomenologia di Harry Potter &lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Tornando ad &lt;i&gt;Harry Potter&lt;/i&gt;, si dimentica che l'opera &#232; soprattutto un romanzo di formazione, ambientato per la sua massima parte nel luogo deputato dell'evoluzione psicologica e cognitiva giovanile: la scuola. Anzi, nessun'opera narrativa aveva, fino a questo momento, dedicato uno spazio cos&#236; ampio alla rappresentazione dell' &#8221;ordinario scolastico&#8221;, sotto forma di successione, anno dopo anno, di un intero ciclo di apprendimento. Che poi le discipline in programma siano diverse da quelle di una scuola &#8220;normale&#8221;, che esse contemplino insegnamenti quali divinazione, formulari magici, erbologia, conoscenza delle creature mostruose, difesa contro le arti oscure, preparazione di pozioni, trasformazione di oggetti ed esseri viventi, &#232; un particolare d'importanza relativa: la scansione dell'anno scolastico in periodi di studio e di vacanza segue anche qui ritmi analoghi alle istituzioni dei &#8220;babbani&#8221;; un rendimento scarso viene stigmatizzato con la stessa severit&#224; (e cattivi voti) da parte degli insegnanti, mentre l'applicazione costante &#232; coronata da risultati brillanti e da lode. Gli allievi della scuola di Hogwarts (&lt;i&gt;Hogwarts School of Witchcraft and Wizardry&lt;/i&gt;) apprezzano oltremisura i docenti validi e disposti a intrattenere con loro un rapporto di reciproca fiducia, detestano o disprezzano quelli poco competenti o inclini al sadismo, alla stessa stregua degli studenti di ogni tempo e paese. Ci sono le feste scolastiche, le visite periodiche al vicino centro commerciale di Hogsmead, cos&#236; come le competizioni sportive fra diverse squadre di allievi&#8230; &lt;br class='manualbr' /&gt;Certo, le mense sono imbandite grazie a un solo cenno dell'&lt;i&gt;head-master&lt;/i&gt; Albus Dumbledore e le vivande sono cucinate dagli elfi (che nel mondo dei maghi svolgono mansioni da schiavi: ma qui Rowling non dice niente di nuovo &#8230;). Quanto alle suddette competizioni, esse prevedono partite di &lt;i&gt;Quidditch&lt;/i&gt;, una specie di rugby che si gioca volteggiando a velocit&#224; vertiginosa su delle scope volanti: ma, sottoscritto da parte del lettore il patto narrativo con l'autrice e presa per buona l'esistenza di una dimensione &lt;i&gt;autre&lt;/i&gt;, le analogie con la realt&#224; pi&#249; comune sono incredibilmente numerose. D'insolito, semmai, ci sarebbe la propensione del protagonista a spasimare dal desiderio per l'inizio dell'anno scolastico e a considerare le vacanze estive - niente pi&#249; niente meno - come una discesa agli inferi: senonch&#233; la situazione personale e famigliare di Harry &#232; talmente anomala da rendere comprensibilissima quest'inversione, poco in riga con la scala dei valori di uno studente ordinario. Egli, infatti, &#232; costretto dalla sua condizione di orfano a vivere presso gli zii che non lo amano e che anzi guardano con un misto di terrore e di odio ai suoi &#8220;poteri&#8221;; al riguardo, si pu&#242; dire che i &#8220;siparietti&#8221; iniziali in &lt;i&gt;Privet Drive&lt;/i&gt; sono fra le parti pi&#249; godibili dell'intero ciclo di romanzi, cos&#236; come particolarmente riuscite sembrano, sul piano descrittivo, le caratterizzazioni degli zii di Harry (&lt;i&gt;Vernon e Petunia&lt;/i&gt;) e del cugino Dudley.&lt;br class='manualbr' /&gt;Hogwarths &#232; il vero regno di Harry. &#200;, prima di tutto, il luogo della sua piena realizzazione, in cui la sua presunta &#8220;diversit&#224;&#8221; (temuta e tenuta a freno, finch&#233; possibile, dagli zii) si esplica sotto forma di eccezionali abilit&#224; nell'operare magie. Hogwarts &#232; anche il luogo dei suoi trionfi sportivi come seeker nelle partite di Quidditch e &#8211; soprattutto &#8211; l'unico ambito in cui egli possa intrattenere rapporti umani all'insegna dell'amicizia, dell'apprezzamento reciproco, della piena comprensione.&lt;br class='manualbr' /&gt;Pi&#249; che l'amore - approdo finale di un processo di formazione che va dagli undici ai diciassette anni &#8211; a svolgere un ruolo di primo piano nel romanzo &#232; l'amicizia, vista come elemento indispensabile alla crescita morale ed affettiva di un individuo. Gli amici di Harry &#8211; Ron ed Hermione in primis - ma anche l'amato padrino Sirius Black, il professore Remus Lupin, il nucleo famigliare dei Weasley e il gruppo di maghi e streghe rifluiti nell'Ordine della Fenice, rappresentano per lui i pilastri che puntellano un equilibrio emotivo duramente provato dalla tragica morte dei suoi genitori per mano di colui-che-non-deve-essere-nominato, e che invece Harry cita con spavalda noncuranza: Lord Voldemort, (the Dark Lord, secondo la definizione del professor Snape), ovvero il suo alter ego negativo, il mago pi&#249; potente e crudele che gli ha segnato la fronte con la famosa cicatrice a forma di saetta. &lt;br class='manualbr' /&gt;Non si &#232; insistito abbastanza, a nostro avviso, su come la Rowling abbia saputo rendere conto delle insicurezze, delle impennate di orgoglio che rasentano l'arroganza, nonch&#233; delle temerariet&#224; proprie dell'adolescenza: rapita dalle asperit&#224; e dagli eccessi di questa et&#224; cos&#236; struggente nel ricordo, cos&#236; amara e ingrata nel momento in cui la si vive, l'autrice si muove con piena padronanza dei suoi mezzi nel mondo da lei stessa evocato, fornendoci una descrizione dei temi propri del disagio giovanile di non comune efficacia. Le cronache dei giorni di scuola di Harry e dei suoi compagni disegnano un quadro perfettamente attendibile della vita scolastica in cui ciascuno pu&#242; rispecchiarsi: un ambiente dove nascono legami destinati a durare per la vita, ma dove fermentano anche inimicizie ed odi mortali; dove alla solidariet&#224; e all'appoggio degli uni si contrappone lo sberleffo e le pulsioni vendicative degli altri; dove sfilano figure di insegnanti colti nella particolarit&#224; di un tratto fisico, di un'attitudine costruttiva o distruttiva, di un tic, di una forza o di una debolezza.&lt;br class='manualbr' /&gt;Riteniamo, in tal senso, che dei sette volumi che compongono la saga quello che &#232; in grado di rendere l'ambiente scolastico con maggiore verosimiglianza sia il quinto, Harry Potter e l'Ordine della Fenice. &lt;br class='manualbr' /&gt;(&lt;a href='http://www.rioneventesimo.it/?Fenomenologia-di-Harry-Potter-parte-terza' class=&#034;spip_in&#034;&gt;segue...&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Fenomenologia di Harry Potter: parte prima</title>
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		<dc:date>2009-09-21T13:48:18Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Sandra Avincola</dc:creator>



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&lt;p&gt;A poco pi&#249; di due anni dalla pubblicazione dell'ultimo volume della saga di Harry Potter, Harry Potter and the Deathly Hallows, &#232; possibile fare qualche deduzione non influenzabile dall'estemporaneit&#224; di quello che &#8211; piaccia o no &#8211; va considerato a tutti gli effetti come un evento letterario di gigantesche proporzioni. Il tempo intercorso non solo rende possibile una visione pi&#249; &#8220;fredda&#8221; del fenomeno Rowling, ma consente anche di collocare in una prospettiva pi&#249; corretta alcune linee (&#8230;)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Fenomenologia-di-Harry-Potter-" rel="directory"&gt;Fenomenologia di Harry Potter &lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;A poco pi&#249; di due anni dalla pubblicazione dell'ultimo volume della saga di Harry Potter, &lt;i&gt;Harry Potter and the Deathly Hallows&lt;/i&gt;, &#232; possibile fare qualche deduzione non influenzabile dall'estemporaneit&#224; di quello che &#8211; piaccia o no &#8211; va considerato a tutti gli effetti come un evento letterario di gigantesche proporzioni. Il tempo intercorso non solo rende possibile una visione pi&#249; &#8220;fredda&#8221; del fenomeno Rowling, ma consente anche di collocare in una prospettiva pi&#249; corretta alcune linee portanti nel ciclo dei sette romanzi. &lt;br class='manualbr' /&gt;&#200; noto che all'autrice inglese sono stati mossi appunti strettamente connessi all'orientamento ideologico e culturale della voce critica in campo: di volta in volta si &#232; stigmatizzato &#8211; soprattutto da parte cattolica &#8211; come l'ambito magico in cui si svolge l'intera vicenda possa influenzare le menti dei pi&#249; giovani spingendoli all'occultismo e al satanismo; da altre parti si &#232; posto l'accento sui presunti antivalori razzisti leggibili tra le righe della monumentale saga, dal momento che Harry &#232; un &lt;i&gt;half blood wizard&lt;/i&gt;, un mago mezzosangue la cui madre trae origine da una famiglia di &lt;i&gt;muggles&lt;/i&gt;, ossia comuni mortali del tutto sprovvisti di qualsivoglia facolt&#224; magica. Ancora: si &#232; lamentato da pi&#249; parti che l'opera si fa vieppi&#249; &#8220;nera&#8221; man mano che si procede con la narrazione, rappresentando azioni improntate a crudelt&#224;, sadismo, esaltazione della morte. &lt;br class='manualbr' /&gt;Per quanto riguarda il primo rilievo, si dimentica che i libri (e i film!) per l'infanzia hanno sempre contemplato massicce incursioni nel mondo della magia, sotto forma di maghi e streghe dalla fenomenicit&#224; tutt'altro che rassicurante. Si vadano a rileggere (e l'esperienza in s&#233; e per s&#233; non potr&#224; che indurre diletto) certi capolavori della grande tradizione favolistica europea, da Perrault ai fratelli Grimm, e si vedr&#224; di quali incommensurabili nefandezze si rendano protagonisti, in narrazioni serrate e coinvolgenti, le &#8220;diaboliche&#8221; creature che si muovono nell'ambito dei poteri preternaturali.&lt;br class='manualbr' /&gt;In tale contesto, le fate rappresentano il cot&#233; benefico di una magia che interviene a sanare torti e a svolgere un ruolo protettivo nei confronti dell'eroe/eroina. Ma, come aveva ben compreso Walt Disney nei suoi capolavori d'animazione, alla polposa e materna fatina di Cenerentola (gi&#224; angariata di per s&#233; dalla malvagit&#224;, questa s&#236; davvero diabolica, della matrigna) si poteva &#8211; e doveva - contrapporre la terrificante immagine della strega di Biancaneve: alzi la mano che, fra i bimbi di pi&#249; e pi&#249; generazioni, non si &#232; sentito sopraffare dall'orrore alla vista della mela stregata che mostra in controluce la sagoma di un teschio umano. Senza voler supporre in Disney la volont&#224; di educare l'infanzia &#8220;anche&#8221; attraverso la rappresentazione della negativit&#224; e del male, va detto che il cineasta americano aveva ben compreso quanto l'effetto-paura potesse configurarsi come elemento d'attrazione nella mente di spettatori pur giovanissimi. &#200; proseguendo su questa linea che nel suo &lt;i&gt;La bella addormentata&lt;/i&gt; potr&#224; rappresentare la strega Malefica operante i suoi incantesimi per il gusto puro e semplice del male, nonch&#233; contornata da uno stuolo di mostruose creature dall'aspetto ripugnante. &lt;br class='manualbr' /&gt;Per quanto concerne il secondo rilievo, baster&#224; osservare che sarebbe paradossale sospettare di intenzionalit&#224; razziste un'autrice che rende protagonista &#8211; ed eroe &#8220;positivo&#8221; dell'opera &#8211; un adolescente cui viene rimproverata la non totale purezza del suo sangue: anche perch&#233; quest'appunto viene mosso ad Harry da fior di mascalzoni, come il &lt;i&gt;death-eater&lt;/i&gt; Lucius Malfoy e il suo orribile rampollo Draco. Oltretutto, come ben sanno gli estimatori della saga, una delle figure in assoluto pi&#249; felicemente uscite dalla penna di Rowling &#232; quella di Hermione Granger, grande amica di Harry e - ancora pi&#249; del protagonista - oggetto di feroce sarcasmo da parte di Draco Malfoy per il suo essere, in toto, una &#8220;babbana&#8221; di nascita. Di questo passo, si potrebbe del pari rimproverare alla Rowling di allinearsi ai ranghi della plutocrazia imperante, solo perch&#233; Ron Weasley (l'altro &#8220;maghetto&#8221; amico di Harry) viene sbeffeggiato (ancora una volta dal solito Malfoy) non certo perch&#233; il suo sangue non sia puro, ma in quanto appartenente a una famiglia di pericolanti fortune economiche e costretto perci&#242; a dotarsi di libri e oggetti gi&#224; appartenuti ai suoi fratelli. &lt;br class='manualbr' /&gt;Che dire dell'accusa di crudelt&#224;? Al riguardo viene da domandarsi se chi la muove si sia pur minimamente avventurato, da bambino, nella lettura delle favole di Andersen: qualora ci&#242; non fosse successo, non solo si sarebbe privato di un'esperienza di grande impatto emotivo &#8211; e formativo &#8211; per la psicologia infantile, ma non si sarebbe confrontato con le prime forme conoscitive dell'&lt;i&gt;horror&lt;/i&gt; accessibile alla pi&#249; tenera et&#224;. Ne&lt;i&gt; Il compagno di viaggio&lt;/i&gt; il protagonista bastona e frusta a sangue, per un certo numero di notti consecutive, una principessa bella e malvagia in odore di stregoneria; ne &lt;i&gt;La Sirenetta&lt;/i&gt; si contempla l'ipotesi del sacrificio rituale, mediante accoltellamento, di una giovane coppia di sposi (sia pure scongiurata &lt;i&gt;in extremis&lt;/i&gt; dalla potenza dell'amore); ne &lt;i&gt;La Regina delle Nevi&lt;/i&gt; una strega gelida e bellissima rapisce un bambino per farlo diventare, come lei, totalmente insensibile ai moti del cuore; ne &lt;i&gt;La piccola fiammiferaia&lt;/i&gt; una povera creatura muore di fame e di freddo, nella pi&#249; totale indifferenza dei passanti, nella notte di San Silvestro &#8230; &lt;br class='manualbr' /&gt;Si potrebbe continuare all'infinito. In realt&#224;, senza scomodare la tradizione favolistica, si dimentica che i comportamenti all'insegna della durezza &#8211; fino ai limiti del sadismo &#8211; sono ampiamente contemplati nel sistema educativo anglosassone d'ambito protestante almeno fino a tutto il secolo diciannovesimo, in cui &#8211; sul presupposto di trattare il bambino come un adulto in fieri, si faceva ampio uso di fin troppo rigidi mezzi coercitivi. Basta leggere i romanzi di Dickens per rendersi conto di come l'infanzia potesse essere maltrattata, sfruttata e conculcata nei suoi pi&#249; elementari diritti: dall'istituto privato dell'aguzzino Wackfword Squeers in &lt;i&gt;Nicholas Nickleby&lt;/i&gt;, dove i bambini soffrono di denutrizione e vengono costantemente, sistematicamente percossi, alla &#8220;scuola&#8221; di Salem House in &lt;i&gt;David Copperfield&lt;/i&gt;, dove vige la disciplina del terrore imposta dal direttore, il sadico Mr. Creackle, fino all'insopprimibile crudelt&#224; che lo stesso David deve subire ad opera del patrigno, Mr. Murdstone (per non parlare delle tristi vicissitudini della Nell de &lt;i&gt;The Old Curiosity Shop&lt;/i&gt; o del piccolo Oliver Twist del romanzo omonimo), tutta l'opera di Dickens &#232; una denuncia degli abusi e delle crudelt&#224; che il mondo degli adulti esercita a danno dell'infanzia. E, se si nutrisse ancora qualche dubbio al riguardo, si vadano a rileggere i capitoli di &lt;i&gt;Jane Eyre&lt;/i&gt; in cui Charlotte Br&#246;nte descrive il &#8220;piacevole&#8221; soggiorno della piccola protagonista nell'Istituto di Carit&#224; di Lowood: ricalcato sull'esperienza reale della scrittrice e delle sue sorelle (tre delle quali morirono di tisi e malnutrizione), il libro ci fornisce un quadro impietoso delle istituzioni caritative del tempo gestite da ecclesiastici.&lt;br class='manualbr' /&gt;(&lt;a href='http://www.rioneventesimo.it/?Fenomenologia-di-Harry-Potter-parte-seconda' class=&#034;spip_in&#034;&gt;segue...&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_106 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.rioneventesimo.it/IMG/jpg/Glenfinnan_Viaduct.jpg' width=&#034;202&#034; height=&#034;260&#034; alt=&#034;&#034; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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		<title>Fenomenologia di Henry Potter</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Sandra Avincola</dc:creator>



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