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	<title>Rione Ventesimo</title>
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	<description>Pubblicazione online e cartacea del Monte dei Cocci e dintorni.</description>
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		<title>Rione Ventesimo</title>
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		<title>Lucio Magri</title>
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		<dc:date>2022-03-03T14:41:00Z</dc:date>
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		<description>
&lt;p&gt;Il sito luciomagri.eu raccoglie articoli e testi di e su Lucio Magri. &lt;br class='autobr' /&gt;
Questo sito fu inaugurato la prima volta nel 2012. Alcuni amici e compagni di Lucio Magri pensarono che uno delle maniere migliori per ricordarlo fosse creare un luogo su internet dove raccogliere i materiali che riguardavano il suo impegno politico e culturale. L'obiettivo fu raggiunto grazie all'impegno generoso di Grazia Gaspari e Rocco Pellegrini, che lo disegnarono e lo impostarono tecnicamente. &lt;br class='autobr' /&gt;
Dieci anni dopo (&#8230;)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Documentazione-" rel="directory"&gt;Documentazione&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il sito &lt;a href=&#034;http://www.luciomagri.eu&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;&lt;strong&gt;luciomagri.eu&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; raccoglie articoli e testi di e su Lucio Magri.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&#034;spip&#034;&gt;
&lt;p&gt;Questo sito fu inaugurato la prima volta nel 2012. Alcuni amici e compagni di Lucio Magri pensarono che uno delle maniere migliori per ricordarlo fosse creare un luogo su internet dove raccogliere i materiali che riguardavano il suo impegno politico e culturale. L'obiettivo fu raggiunto grazie all'impegno generoso di Grazia Gaspari e Rocco Pellegrini, che lo disegnarono e lo impostarono tecnicamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dieci anni dopo abbiamo pensato di rinnovarlo graficamente e tecnicamente per rendere pi&#249; maneggevole il suo uso e il suo periodico aggiornamento. Qui trovate non solo gli scritti di Magri, ma anche quello che si &#232; scritto e si scrive su di lui. Insieme a varie notizie che lo riguardano. Qualche volta troverete pure qualche incursione nell'attualit&#224; politica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il collettivo che cura il sito &#232; formato da Luciana Castellina, Famiano Crucianelli, Mattia Gambilonghi, &lt;a href='http://www.rioneventesimo.it/spip.php?page=recherche&amp;recherche=Garzia'&gt;Aldo Garzia&lt;/a&gt;, Simone Oggionni, Carla Ronga.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Fabio Mussi al Congresso di Firenze</title>
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		<dc:date>2020-03-30T11:17:00Z</dc:date>
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		<dc:subject>Sinistra Democratica</dc:subject>
		<dc:subject>Democratici di Sinistra</dc:subject>
		<dc:subject>Fabio Mussi</dc:subject>

		<description>
&lt;p&gt;Care compagne, cari compagni, giorni fa il Presidente del Partito (&#034;Democratici di Sinistra&#034; - N.d.R.), Massimo D'Alema ha detto: &#8220;spero che Mussi ci risparmi i commiati drammatici&#8221;. Seguir&#242; il suo consiglio. Ma credo &#8211; dopo 40 anni dedicati a questo partito, avendo attraversato, credo con coraggio, tutte le sue profonde trasformazioni &#8211; di avere diritto di parola. Anzi, il dovere di parlare, prima di tutto a voi. I delegati della Mozione &#8220;A Sinistra. Per il Socialismo Europeo&#8221;, 242, si (&#8230;)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Documentazione-" rel="directory"&gt;Documentazione&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?+-Sinistra-Democratica-+" rel="tag"&gt;Sinistra Democratica&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?+-Democratici-di-Sinistra-+" rel="tag"&gt;Democratici di Sinistra&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?+-Fabio-Mussi-+" rel="tag"&gt;Fabio Mussi&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Care compagne, cari compagni, &lt;br class='manualbr' /&gt;giorni fa il Presidente del Partito (&#034;Democratici di Sinistra&#034; - N.d.R.), Massimo D'Alema ha detto: &#8220;spero che Mussi ci risparmi i commiati drammatici&#8221;. Seguir&#242; il suo consiglio.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ma credo &#8211; dopo 40 anni dedicati a questo partito, avendo attraversato, credo con coraggio, tutte le sue profonde trasformazioni &#8211; di avere diritto di parola. Anzi, il dovere di parlare, prima di tutto a voi.&lt;br class='autobr' /&gt;
I delegati della Mozione &#8220;A Sinistra. Per il Socialismo Europeo&#8221;, 242, si sono riuniti, hanno discusso, hanno votato. Un voto quasi unanime, con una astensione. Le cose che dir&#242;, rappresentano anche loro.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il mio, il nostro dissenso data dal 2001, dal congresso di Pesaro quando candidammo Giovanni Berlinguer alla segreteria del Partito. E io voglio tornare a ringraziarlo, per la forza, la passione, il rigore con cui continua a combattere la sua battaglia delle idee.&lt;br class='autobr' /&gt;
Abbiamo espresso il dissenso senza mai provocare rotture, dando sempre un contributo leale alle comuni battaglie. Senza mai disperdere non solo il senso di una solidariet&#224; politica, ma anche il sentimento di amicizia verso Piero Fassino e tutti gli altri compagni ai quali siamo legati da una lunga comune militanza nella sinistra e dalla coscienza di un dovere verso l'Italia.&lt;br class='autobr' /&gt;
A Pesaro non condividemmo la risposta alla sconfitta elettorale del 2001, una ispirazione &#8220;riformista&#8221; vicina alla terza via di Blair e di Giddens (una &#8220;terza via&#8221; che si &#232; persa nell'avventura della guerra irachena). Ora se ne propone una quarta: la fine, nel nostro Paese, unico in Europa, della presenza di una autonoma forza di sinistra di ispirazione socialista. E non &#232; vero che siamo di fronte ad una pura trasformazione delle forme, ad un'altra metamorfosi della sinistra: con il Partito Democratico, l'asse del centrosinistra, e dunque della politica italiana, sar&#224; inesorabilmente pi&#249; spostato al centro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_633 spip_documents spip_documents_right' style='float:right;'&gt;
&lt;img src='http://www.rioneventesimo.it/local/cache-vignettes/L187xH216/fabio-mussi-680x460-7395f.jpg?1779379140' width='187' height='216' alt=&#034;&#034; /&gt;&lt;/span&gt;I DS si sciolgono. Quando sollevammo il dubbio, all'ultimo recente Congresso di Roma:&#8221; Ma questa storia, finisce in un &#8220;partito unico&#8221;? Ci si rispose che era un malevole processo alle intenzioni. Ecco, invece ci siamo.&lt;br class='autobr' /&gt;
Non metto in discussione il valore della politica unitaria. Questa &#232; essenziale per governare il Paese. Noi siamo stati, tutti, e dovremo essere sempre, l'anima della coalizione democratica. Metto per&#242; in discussione la natura ed caratteri dei partiti politici, che si muovono su tempi pi&#249; lunghi di quelli di una legislatura. Sono i partiti che fanno i governi, non i governi che fanno i partiti. E i partiti vivono anche nelle sconfitte, non sono fatti solo per la vittoria. E sono soggetti identitari, non solo programmatici. Quando qualcuno ti chiede: &#8220;chi siete?&#8221;, non basta rispondere :&#8221;siamo tanti&#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono stato tra i protagonisti della svolta dell'89, quando ricollocammo storicamente il pi&#249; grande partito della sinistra italiana. Eravamo un gruppo di giovani, segretario Achille Occhetto, che si prese la responsabilit&#224; di sciogliere il PCI, allora al 27% dei voti e 800.000 iscritti, perch&#233; pensammo che fosse un dovere &#8211; politico, intellettuale, morale &#8211; fare i conti con la caduta del movimento comunista internazionale, di cui pure il PCI era stato una straordinaria variante nazionale, partito eretico a forte vocazione democratica e socialista.&lt;br class='autobr' /&gt;
Questa svolta, non &#232; in continuit&#224; con quella. Guardiamoci dal cattivo storicismo, quel modo di pensare provvidenzialistico, per cui ci&#242; che viene dopo &#232; tutto contenuto in ci&#242; che viene prima. Al contrario, penso che questa svolta sia figlia di un fallimento, fallimento che sento anche mio. Penso che essa rappresenti il tentativo, sbagliato, di rispondere al problema che fra gli altri ha posto chiaramente un nostro amico, Eugenio Scalfari, quando giorni fa ha scritto che anche il nostro partito &#8220;&#232; arrivato al capolinea, ha perso ruolo e rappresentanza. Con una dimensione quantitativa inadeguata alla societ&#224; di massa, una dimensione qualitativa e culturale povera&#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non mi si dica che, se si cerca il legame tra passato e presente, si parla di cose incomprensibili a chi avr&#224; 20 anni nel 2010. I giovani ci portano mondi nuovi, e noi dobbiamo sempre esortarli alla storia: a ricostruire incessantemente la memoria collettiva, conoscere le radici, comprendere i risultati dei processi storici, e i &#8220;sentieri interrotti&#8221;, le cose che avrebbero potuto essere e non sono state. Cancellare le tracce, &#232; diseducativo. Quando il Moderno si presenta come &#8220;il nuovo&#8221; assoluto, in verit&#224; &#232; gi&#224; decrepito.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ora il nostro primo dovere &#232; governare. Corrispondere alle aspettative di chi ci ha votato, non solo per liberarsi da Berlusconi, ma perch&#233; vuole un'Italia pi&#249; pulita, pi&#249; giusta, pi&#249; colta, pi&#249; efficiente. Un'Italia consapevole della propria missione verso l'Europa e verso il resto del mondo. Non &#232; facile, sul filo del rasoio di un soffio di seggi al Senato, e di un soffio di voti di elettori alla Camera. Insomma, dato il risicatissimo risultato delle elezioni politiche 2006, un &#8220;sostanziale pareggio&#8221;, come ha detto giustamente il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il Governo sta risanando i conti pubblici, un obiettivo ineludibile. E sta avviando un piano di riforme. Sentiamo tutti che occorre dare pi&#249; forza al Governo, ricaricare di energia il nostro progetto per l'Italia.&lt;br class='autobr' /&gt;
L'Italia ha enormi possibilit&#224;, ed &#232; un Paese dove &#232; bello vivere. &#200; anche un Paese dove sono esplose le diseguaglianze. Un Paese ricco, ma che vede i salari pi&#249; bassi d'Europa, dove si lavora in pochi, e poche sono in particolare le donne che lavorano; dove la condizione fondamentale dei giovani &#232; la precariet&#224;, non figlia della tecnica, ma di un ritorno di condizioni servili nella societ&#224; contemporanea; dove si muore di lavoro; dove propriet&#224; e ricchezza si sono sempre pi&#249; concentrate nelle mani di una minoranza; dove la &#8220;questione morale&#8221; torna a dilagare in ogni campo della vita civile, economica e politica (e non esiste nuova buona politica che non abbia la &#8220;questione morale&#8221; come sua stella polare: forse conviene tenersi stretto questo pensiero di Enrico Berlinguer, piuttosto che giocare a metterlo e toglierlo dal Pantheon).&lt;br class='autobr' /&gt;
Il nostro &#232; un Paese dove la qualit&#224; dei sistemi (servizi, formazione, ricerca, tecnologia), perde terreno. E non c'&#232; futuro, con uno sviluppo senza ricerca e innovazione. Per questo servono risorse e riforme. Risorse, molte di pi&#249; di quelle che siamo stati in grado di mettere quest'anno in finanziaria per la scuola, l'Universit&#224;, la scienza, se non si vuole restare ultimi in Europa. Il prossimo anno non si pu&#242; fare il bis. E riforme, orientate alla qualit&#224; e al merito. Al merito. Il valore dello studio e della seriet&#224; l'ho imparato nella mia casa di operai: il merito non &#232; l'invenzione dei ricchi per escludere i poveri, &#232; la carta che hanno in mano i poveri per non essere esclusi. E' una frase a cui sono affezionato, e mi ha fatto piacere ritrovarla nella relazione di Fassino. Ho tentato, in questi mesi, di non dimenticarlo. Il responsabile per l'Universit&#224; della Margherita mi ha accusato di &#8220;demagogia della seriet&#224;&#8221;. Che cosa vuol dire? Forse vuol dire che esagero con la seriet&#224;. Bene, lo prendo come un complimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C'&#232; da fare tanto. Il Governo &#232; quello di Romano Prodi. Lo spazio politico della maggioranza &#232; l'Unione. Penso che sia essenziale, qualunque cosa accada sul terreno pi&#249; propriamente politico, garantire tenuta della maggioranza di centrosinistra e stabilit&#224; del Governo. Tra di noi deve esserci comunque questo patto di ferro.&lt;br class='autobr' /&gt;
Governiamo uno dei Paesi pi&#249; importanti del mondo. Pensavo che ci fosse abbastanza da fare, senza gettarci in imprese azzardate come quella di sciogliere partiti e farne di nuovi a pochi mesi dalla formazione dell'esecutivo, nell'illusione di pescare la soluzione magica, la nuova indiscussa guida, il timone, la &#8220;cabina di regia&#8221; della coalizione e del Governo. La formazione del partito democratico in verit&#224; complica il quadro, non lo semplifica &#8211; anche solo a voler tenere il livello delle dottrine politologiche e funzionalistiche da cui ha preso le mosse.&lt;br class='autobr' /&gt;
Governiamo uno dei Paesi pi&#249; importanti del mondo. E il mondo cambia velocemente. Quante profezie durate una breve stagione! La profezia della fine della storia, della fine del lavoro, del trionfo del mercato senza vincoli, senza regole, senza frontiere.&lt;br class='autobr' /&gt;
La globalizzazione ha sub&#236;to nell'ultimo quarto di secolo una bruciante accelerazione. Gli effetti sono misurabili. Sono misurabili i progressi, e le contraddizioni, e le nuove diseguaglianze. Sono misurabili le &#8220;promesse infrante&#8221;, a partire da quella della pace, se i nuovi venti di violenza e di guerra scuotono tanto drammaticamente l'umanit&#224;, alle soglie del nuovo millennio.&lt;br class='autobr' /&gt;
Le ricette pragmatiche sono acqua fresca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bisogna fare uno sforzo di andare pi&#249; al fondo delle cose.&lt;br class='autobr' /&gt;
Le classi medie sono certamente cresciute, ma mai come ora nella storia dell'umanit&#224; si era presentato tanto esteso il lavoro dipendente e salariato e il lavoro intellettuale venduto e comprato ai prezzi di quello salariato. Il lavoro &#232; stato svalorizzato su scala globale. Mai come ora dunque &#232; stato strategico il bisogno di rappresentare, sindacalmente e politicamente, il lavoro, in tutte le sue forme e in tutti i continenti.&lt;br class='autobr' /&gt;
Mai l'umanit&#224; ha dovuto fronteggiare gli effetti potenzialmente catastrofici delle sue attivit&#224; economiche. Crescono popolazione e consumi, e il ciclo dei rifiuti (in particolare i gas serra) non si chiude. Il Quarto Rapporto sui cambiamenti climatici ci restituisce un quadro sempre pi&#249; allarmante. Il tempo di radicali cambiamenti &#8211; economici, sociali, tecnologici &#8211; stringe assolutamente. Altrimenti si rischia di veder degradato irreversibilmente l'ambiente e, con gli eserciti dell'ultima guerra per il petrolio, di combattere la prima guerra per l'acqua.&lt;br class='autobr' /&gt;
Non siamo certo in grado di pensare un'economia senza mercato. Ma il mercato da solo non risolver&#224; i problemi dell'umanit&#224;. Non valorizzer&#224; il lavoro, non far&#224; le scelte tecnologiche appropriate, non si autoriformer&#224; su principi ecologici. Per questo torna, torna in grande il tema delle scelte collettive consapevoli. Il tema del Governo e della politica. Il tema di un nuovo socialismo. La profezia della &#8220;fine del socialismo&#8221; si presenta come un'altra di quelle all'ultimo grido, ed &#232; invece una cianfrusaglia ideologica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Torna il tema di una nuova politica che dia una risposta non solo alle questioni pratiche, ma al bisogno inestinguibile di senso e di identit&#224;. Che viene sempre pi&#249; affidato &#8211; quando non alla pura merce &#8211; all'etnia, alla nazione, alla religione. Non scaturisce da qui quella crisi dei partiti e della democrazia moderna, che ha allontanato cos&#236; tanto le masse dalle istituzioni pubbliche? Sono questioni di fondo, di lungo periodo, che richiedono &#8220;pensieri lunghi&#8221;.&lt;br class='autobr' /&gt;
E noi, noi dove vogliamo portare la sinistra italiana? Qui, condividiamo tutti la necessit&#224; di una strategia unitaria. Non &#232; questo che ci divide. L'Italia si governa con il centrosinistra, con una larga alleanza democratica. Quell'alleanza di cui l'Ulivo &#232; stato il cuore, la scelta decisiva del riscatto democratico, dopo l'apparire dell'inedita destra populistico-plebiscitaria di Berlusconi (che sarebbe magari bene non allargasse ulteriormente la sua posizione di controllo nel campo dei media e delle telecomunicazioni, e la possibilit&#224; di farla fruttare politicamente: la lotta per affermare il principio di legalit&#224;, e una legge seria sul conflitto di interessi sono urgenti).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Ulivo raccolse nel '96, nel maggioritario, il 44% dei voti: rappresentava quasi tutto il centrosinistra. Nel 2006 ha raccolto il 31% e, con l'ultima uscita, quella dello Sdi, che pure aveva partecipato alla &#8220;Federazione riformista&#8221;, comprendeva DS e Margherita. Cos&#236; drasticamente ridotto, se ne vuol fare un partito.&lt;br class='autobr' /&gt;
L'ultima volta che ho votato una mozione di maggioranza, al congresso di Torino, si titolava : &#8220; Una grande sinistra in un grande Ulivo &#8221;. Sar&#224; certamente un limite mio, ma io sono rimasto l&#236;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con i congressi paralleli in corso, DS e Margherita cessano una loro autonoma vita. Diventano comitati promotori del Partito Democratico. Chi partecipa, i prossimi mesi non avr&#224; altro da fare che questo. L'appuntamento, prima fissato al 2009, &#232; stato anticipato di un anno. Si accelera. Sul Congresso della Margherita, leggo di giudizi severissimi di molti suoi esponenti di primo piano. Per quanto riguarda i DS, non discuto della legittimit&#224; della proposta di Fassino, che si presenta con il sostegno del 75% degli iscritti (anche se mi permetto di ricordare che dunque uno su quattro &#232; contrario o fortemente critico). Penso che si stia commettendo, sia pure a larga maggioranza, un errore di vasta portata. Penso che si stia imboccando una strada che porta la sinistra non a rinnovarsi, come pure &#232; radicalmente necessario, ma a perdersi. &#8220;Sinistra&#8221;, non &#232; un bagaglio appresso che i dirigenti si portano dietro. Sono valori, programma fondamentale, identit&#224;. La retorica dell'&#8221;oltre&#8221; &#8211; oltre i partiti, oltre le tradizioni, oltre il socialismo &#8211; non dice nulla, se non &#232;, chiaro dove si va.&lt;br class='autobr' /&gt;
Vedo che si chiede a noi, della minoranza: &#8220;dove andate?&#8221;. Io chiedo a voi, compagni della maggioranza: &#8220;dove andate, esattamente?&#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si apre la Costituente del Partito Democratico. Al buio. La piattaforma &#232; costituita da un Manifesto: debole, pasticciato, confuso. Non so se la &#8220;fusione&#8221; in corso sia calda o fredda: se il risultato &#232; quel Manifesto, la fusione &#232; al momento fallita. L'unica cosa chiara &#232; il riferimento al Cristianesimo. Fondamentale componente della cultura universale, non c'&#232; dubbio. Ma un principio religioso non pu&#242; costituire il fondamento costituzionale n&#233; di uno Stato, n&#233; di un'Unione di Stati come l'Europa, n&#233; di un partito politico moderno.&lt;br class='autobr' /&gt;
Precipitiamo verso il Partito Democratico senza aver chiarito niente.&lt;br class='autobr' /&gt;
Non certo la collocazione internazionale. I nomi sono potenti. Questo nuovo partito si chiama come quello americano e, in Europa, come quello del centrista francese Fran&#231;ois Bayrou. Sar&#224; , centrista e americano, &#8220; Con un rapporto forte e strutturato con il PSE&#8221; &#8211; ha detto Fassino &#8211; Una formula aperta a diversi esiti, salvo uno: &#232; evidente che non potr&#224; far parte del PSE. Lo capiscono tutti. Il sostegno opposto di DS e Margherita ai due candidati concorrenti alle presidenziali francesi (Royal e Bayrou) &#232; solo un antipasto di ci&#242; che ci aspetta. D'altronde Rutelli (che rispetto, e con cui collaboro volentieri nel Governo) &#232; stato chiaro: nel Parlamento europeo, ognuno resta ai suoi posti fino al 2009, poi nascer&#224; un nuovo raggruppamento politico nazional-democratico. Non stiamo parlando di diplomazia internazionale: stiamo parlando delle appartenenze alle grandi famiglie politiche che esistono in Europa e nel mondo. Stiamo parlando della nostra identit&#224; in Italia. Temo che con il Partito Democratico condanneremo di nuovo l'Italia a rappresentare in Europa un &#8220;caso&#8221;. Torna l'&#8221;eccezionalismo&#8221;, dal quale abbiamo faticosamente tentato di liberare il nostro Paese, che ne &#232; afflitto fin dalla costituzione dello Stato nazionale.&lt;br class='autobr' /&gt;
Non abbiamo chiarito niente di ci&#242; che &#232; essenziale. I grandi temi &#8211; lavoro, sapere, ambiente, questione morale e riforma della politica &#8211; galleggiano con insostenibile leggerezza nel dibattito politico sul Partito Democratico. Sul sindacato non si dice parola, o si dicono parole sbagliate. Altri temi sono immersi nella pi&#249; grande confusione. Per esempio il tema della laicit&#224;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il Governo ha proposto la legge sui &#8220;Diritti dei conviventi&#8221; &#8211; il minimo per chi abita in questa parte del mondo. C'&#232;, tra i costruttori del PD, chi ha partecipato a manifestazioni di sostegno ai Dico, e chi parteciper&#224; al &#8220; family day &#8221; : non ho l'impressione che siano la stessa cosa. Ci sono, nello spazio del PD, voci assolutamente dissonanti anche rispetto a fenomeni intollerabili come l'onda ritornante di fobia verso gli omosessuali.&lt;br class='autobr' /&gt;
Laicit&#224; &#232; lo spazio della libert&#224; di tutti. Non ce n'&#232; una &#8220;sana&#8221; e una &#8220;insana&#8221;, come ritiene Papa Ratzinger. C'&#232; semplicemente quella di uno Stato che garantisce che possano ben esserci nella societ&#224; idee e modi di vita egemoni, proprio perch&#233; non esistono punti di vista che una qualche autorit&#224; impone come dominanti, e obbligatori per tutti.&lt;br class='autobr' /&gt;
Da questo dipende l'autodeterminazione degli individui, il libero movimento delle forme della vita civile, la libert&#224; della cultura, dell'arte, della scienza (e bisogna tornare a difendere la scienza, se &#232; vero che, non ancora concluso l'appello per il processo a Galilei, si apre quello a Darwin). La stessa libert&#224; religiosa, che &#232; uno dei pilastri della libert&#224; senza aggettivi, &#232; durevolmente garantita solo dal principio di laicit&#224;. L'unico antidoto alla barbarie dei conflitti di civilt&#224; e alle guerre di religione. Per questo la laicit&#224; dello Stato &#232; un principio non negoziabile, che sta al fondo della politica moderna. Le mezze soluzioni, sono soluzioni gravemente sbagliate.&lt;br class='autobr' /&gt;
Persino sulla legge elettorale, il campo del Partito Democratico &#232; diviso in tre: quelli del proporzionale corretto, quelli del neomaggioritario di collegio, quelli del referendum &#8211; nonostante che il referendum come &#232; noto sia una spada di Damocle appesa sulla testa del Governo.&lt;br class='autobr' /&gt;
Date queste condizioni politiche, non &#232; sorprendente che via via l'attenzione si sia andata concentrando sulle questioni di leadership. Fino alle tensioni esasperate di questi giorni. Questa &#232; la domanda che imperversa. Chi? Chi prender&#224; il comando? Chi guider&#224; il Partito Democratico? Chi decider&#224;?&lt;br class='autobr' /&gt;
Decideranno gli iscritti, o i cittadini delle primarie? Una &#8220;testa un voto&#8221;? Si vota nei gazebo? Ed ecco, come in una matrioska, che dalla discussione sulla legge elettorale per il Parlamento fa capolino quella per le primarie della Costituente del nuovo partito.&lt;br class='autobr' /&gt;
Mi permetto di ricordare che, centrale, nel pensiero democratico e socialista italiano, &#232; il tema del rinnovamento delle classi dirigenti . Plurale. Sempre pi&#249; spesso invece ho sentito in questi anni abusare del singolare: &#8220; la classe dirigente&#8221;. Si tratta di un'altra teoria, quella della &#8220;circolazione delle &#233;lites&#8221;: Pareto, non Gramsci. Una teoria non nuova, che si sposa felicemente con la pi&#249; recente tendenza alla estrema personalizzazione della politica, sempre pi&#249; innervata di potere, denaro e televisione.&lt;br class='autobr' /&gt;
Comunque, il fatto &#232; che non riesco a rassegnarmi. Non riesco a rassegnarmi all'idea che il destino della sinistra italiana possa ridursi a questo: una rete di correnti superpersonalizzate dentro un partito che ammaina i simboli stessi della sinistra e del socialismo, e poi una galassia di partiti pi&#249; piccoli, verdi, socialisti, comunisti, di sinistra cosiddetta &#8220;radicale&#8221;.&lt;br class='autobr' /&gt;
&#200; una storia grande e drammatica, quella della sinistra italiana del Novecento. Molte delle conquiste sociali e civili si devono a lei. E ora si sono messi in moto due movimenti contraddittori: da un lato, per la prima volta, dai primissimi anni della Repubblica, tutta la sinistra &#232; al governo insieme; dall'altro, nasce il Partito Democratico, che perpetua la separazione, sempre pi&#249; artificiale, tra &#8220;riformisti&#8221; e &#8220;radicali&#8221;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Confermo qui &#8211; non con animo leggero &#8211; l'indisponibilit&#224; della minoranza che rappresento a partecipare alla Costituente del Partito Democratico. E' vero che anche nei DS ci sono le correnti: a questo Congresso tre. Nel PD ce ne saranno trentatre: non si sentir&#224; la nostra mancanza.&lt;br class='autobr' /&gt;
Noi ci fermiamo qui.&lt;br class='autobr' /&gt;
Non ci si formano idee sui sondaggi, certo. Tuttavia ho l'impressione che il Partito Democratico non recuperer&#224; tutto, o quasi tutto, lo spazio del centrosinistra. Ci sar&#224; una parte grande della societ&#224; italiana, che guarda a sinistra, che non si sentir&#224; rappresentata. Una parte essenziale per fare, oggi e domani, maggioranza e governo. Molte forze si sono messe in cammino. La nostra intenzione &#232; di costituire un movimento politico autonomo, che si propone di aprire un processo politico nuovo, pi&#249; a sinistra del Partito Democratico. Non un altro piccolo partito. Ma un progetto volto a riunificare forze. A mantenere viva la prospettiva di una forza di sinistra di ispirazione socialista. Laica e di governo. Del lavoro, dei diritti, delle libert&#224; femminili, dell'ambientalismo, aperta alle nuove culture e alle sfide di questo secolo. Alleata del Partito Democratico.&lt;br class='autobr' /&gt;
Lo so che &#232; un'impresa difficile. Ma anche la vostra non sar&#224; facile. Per quanto mi riguarda, abbiamo maturato, insieme ai compagni che hanno sostenuto la mozione &#8220;A sinistra. Per il socialismo europeo&#8221;, una convinzione profonda, e sentiamo il dovere di provarci. Si aprono due fasi costituenti. Sarebbe bello un doppio successo.&lt;br class='autobr' /&gt;
Buona fortuna, compagni.&lt;/p&gt;
&lt;hr class=&#034;spip&#034; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Il segretario dei DS Fassino al Congresso di Firenze&lt;br class='autobr' /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
&lt;span class='spip_document_632 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.rioneventesimo.it/IMG/jpg/att_202905.jpg?1675082319' width='500' height='354' alt=&#034;&#034; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>L'Album di famiglia</title>
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&lt;p&gt;Il 28 marzo 1978, in pieno sequestro Moro, Rossana Rossanda pubblica sul manifesto questo corsivo intitolato &#171;Il discorso sulla dc&#187; con la celebre (e incompresa) affermazione sull'&#171;album di famiglia&#187; e le Br. &lt;br class='autobr' /&gt;
Nei giorni successivi piovvero critiche, a cui rispose con un articolo pi&#249; lungo del 2 aprile successivo intitolato esplicitamente &#171;L'album di famiglia&#187;. &lt;br class='autobr' /&gt; Stampa e radio si sono piegate febbrilmente, il giorno di Pasqua, sul secondo messaggio delle Brigate rosse come su un (&#8230;)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.rioneventesimo.it/?-Documentazione-" rel="directory"&gt;Documentazione&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Il 28 marzo 1978, in pieno sequestro Moro, Rossana Rossanda pubblica sul manifesto questo corsivo intitolato &#171;Il discorso sulla dc&#187; con la celebre (e incompresa) affermazione sull'&#171;album di famiglia&#187; e le Br.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei giorni successivi piovvero critiche, a cui rispose con un articolo pi&#249; lungo del 2 aprile successivo intitolato esplicitamente &#171;L'album di famiglia&#187;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Stampa e radio si sono piegate febbrilmente, il giorno di Pasqua, sul secondo messaggio delle Brigate rosse come su un palinsesto da decifrare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siccome sulle cose che contano &#8211; se Moro sia vivo, se lo libereranno e a quali condizioni &#8211; non dice niente, i commentatori ne hanno dedotto che &#232; invece interessantissimo politicamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo hanno trovato: a) ricco di novit&#224;, b) tale da accattivarsi le simpatie della nuova sinistra (i pi&#249; gentili), o da esserne senz'altro il frutto (i pi&#249; maliziosi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perch&#233;? Perch&#233; sviluppa un vasto attacco alla democrazia cristiana, cosa che nella vecchia sinistra non &#232; pi&#249; di moda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma quando mai &#232; stato di moda nella sinistra nuova? Nel 1968 essa nacque accusando, a torto o a ragione, i partiti operai di essersi dati come solo nemico la dc, mentre era il sistema nel suo complesso che bisognava disvelare e demolire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1977, il movimento ha avuto per nemico tutto &#171;lo stato&#187;, e in particolare i riformisti perch&#233; vi ingabbiavano le masse. Per una sola breve fase la nuova sinistra (meglio i gruppi) scoprirono la dc, e fu nel 1972 con Fanfani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In verit&#224;, chiunque sia stato comunista negli anni cinquanta riconosce di colpo il nuovo linguaggio delle Br. Sembra di sfogliare l'album di famiglia: ci sono tutti gli ingredienti che ci vennero propinati nei corsi Stalin e Zdanov di felice memoria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mondo &#8211; imparavamo allora &#8211; &#232; diviso in due.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da una parte sta l'imperialismo, dall'altra il socialismo. L'imperialismo agisce come centrale unica del capitale monopolistico internazionale (allora non si diceva &#171;multinazionali&#187;). Gli stati erano &#171;il comitato d'affari&#187; locale dell'imperialismo internazionale. In Italia il partito di fiducia &#8211; l'espressione &#232; di Togliatti &#8211; ne era la dc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo quadro, appena meno rozzo, e fortunatamente riequilibrato dalla &#171;doppiezza&#187;, cio&#232; dall'intuizione del partito nuovo, la lettura di Gramsci, una pratica di massa diversa, crebbe il militarismo comunista fino agli anni cinquanta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vecchio o giovane che sia il tizio che maneggia la famosa Ibm, il suo schema &#232; veterocomunismo puro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cui innesta una conclusione che invece veterocomunista non &#232;, e cio&#232; la guerriglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quel contesto infatti essa non funziona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se le masse sono manipolate dagli apparati, con quale esercito si fa la rivoluzione? Se il nemico &#232; un potentissimo partito &#8211; stato, protetto dall'estero e padrone di tutte le istituzioni, difficile pensare di abbatterlo col cecchinaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E infatti quella posizione aveva, per logica conseguenza, o l'abbassamento del tiro o &#171;Ha da ven&#236; Baffone&#187;, cio&#232; il rinvio dell'ora X all'esplodere d'una crisi europea, d'una nuova guerra che rovesciasse il rapporto impari di forze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tanto &#232; vero che, quando il problema della rivoluzione italiana torn&#242; all'ordine del giorno nella sinistra, nei primi anni sessanta, comport&#242; un'analisi diversa anche della democrazia cristiana, pi&#249; complessa e insieme pi&#249; aggredibile; si vide nell'interclassismo cattolico un terreno di disgregazione del vecchio e di riaggregazione, nella lotta di massa, del nuovo blocco storico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutta la spinta a sinistra ne fu alimentata, e ne risent&#236; la stessa Democrazia cristiana, specie nelle fasi in cui si trov&#242; sotto sterzo, cio&#232; nell'estate del 1963 e poi dal 1975 al 1976.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Interessi imperialisti, capitale privato e di stato, stato, partiti, confessionalismo, &#171;luoghi&#187; della dominazione borghese apparvero in continuit&#224;, ma non appiattiti; e nel relativo scollamento si riflette la forza d'urto dell'avanzata a sinistra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se oggi qualcuno scopre nel testo delle Br una efficace critica della dc, vuol dire che l'arretramento delle idee politiche s'&#232; fatto precipitoso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le Br odierne, se pure di loro si tratta, ci hanno contato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E il partito comunista farebbe bene a misurare lo spazio che ha lasciato scoperto e l'ampiezza di manovra che esso offre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Consente infatti ai brigatisti di fare degli ammazzamenti, sequestri e ora relativa ideologia, i cardini d'una doppia operazione: far saltare la democrazia cristiana o parte di essa fuori dal &#171;compromesso democratico&#187; e indebolire la credibilit&#224; della sinistra, nel momento in cui si attua una destabilizzazione a destra.&lt;/p&gt;
&lt;hr class=&#034;spip&#034; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&#034;https://ilmanifesto.it/br-e-album-di-famiglia&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;L'articolo originale su Il Manifesto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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