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l’avvocato del diavolo

La casta

venerdì 26 ottobre 2007, di Boris Marturano

Domanda: perché chiamare una rubrica “L’Avvocato del Diavolo”? Risposta: per la naturale inclinazione di chi scrive ad andare contro l’opinione diffusa, a cercare di vedere e capire il punto di vista minoritario (ma non per questo minore).
Magari per finire con l’allinearmi al pensiero dominante, perché no? Allineamento che però saprebbe meno di appiattimento perché purificato da un salutare “bagno critico”. Chiusa premessa.


La prima “arringa” è a sostegno di un impopolare (appunto) ma importante imputato, la Politica. Ultimamente, partendo dal (meritevole) libro “La Casta” di Stella e Rizzo, passando per il (meno elegante) “Vaffa” Day di Grillo, senza sorvolare (è il caso di dirlo) sui viaggi privati con aerei di Stato del Ministro Mastella, è diventato sport nazionale colpire alla cieca tutto ciò che ha a che fare con il vasto mondo della politica. La lunga serie di reazioni indignate del popolo italiano é senza dubbio comprensibile e giustificata.
Ma c’è da chiedersi: i quasi mille rappresentanti di quello stesso popolo come sono entrati a far parte della “casta”? Non sono forse passati dalla porta principale di Montecitorio o di Palazzo Madama, legittimamente eletti dagli “indignati”? E allora io vedo un po’ di ingenuità (o ipocrisia?) in chi nel segreto dell’urna vota un Pomicino, un Dell’Utri o un Mastella, per poi scandalizzarsi perché beneficia di privilegi che lui stesso si è costruito.
Come dire, ogni Paese ha la classe dirigente che si merita e che lo rappresenta.
E sì, perché la nostra grande Italia si mostra spesso, purtroppo, una mediocre italietta: quella che pensa solo al proprio orticello (e magari di nascosto frega pure qualcosa da quello del vicino), che si scandalizza perché le auto blu passano sulle corsie preferenziali (ma quando serve parcheggia sulle strisce), che parla di moralità (e poi chiede i condoni).
Sia chiaro, io sogno la Politica con la “P” maiuscola, fatta con passione, responsabilità e spirito di servizio. Io credo alla Politica come faro e non come specchio della società. Ma il nostro Bel Paese forse ancora non è pronto per questo. E allora teniamoci stretti i nostri Pomicino, Dell’Utri e Mastella: non si sa mai che trovino un bel posto fisso per qualche parente..

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