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Lock-up

mercoledì 2 settembre 2020


Immagino che la prossima riapertura delle scuole possa prefigurarsi come un disastro annunciato: giovani corpi, vale a dire bombe batteriologico-virali asintomatiche, ammassati in spazi ristretti e malsani, di fronte a qualche anziano maestro/a o prof terrorizzati, che si ostinino a far stridere il gesso sulla lavagna ( le L.I.M.sono notoriamente rare) formulando desuete regole grammaticali di lingue morte (l’italiano ad es) destinate a perdersi, del tutto ininfluenti, nell’aria pesante e densa, per glii effluvi mortali di scoregge e rutti al covid19, delle classi sovraffollate, magari pure per carenza di personale, mentre la devastante pioggia autunnale righi i vetri delle finestre che siano rimasti intatti dopo la grandinata apocalittica del giorno prima. Immagino la terribile ultima ora, prima che i giovani untori, imbibiti di cazzate e di virus mortali, se già non lo fossero prima ,si precipitino fuori, rifluendo, ammassati sui mezzi pubblici, verso le case, a completare lo sterminio dei nonni degli zii e delle zie.

E tuttavia cos’altro può fare il governo? La scuola deve riaprire assolutamente, si dice, soprattutto per celare, per mascherare, credo, l’orrenda verità e cioè che non c’è reale governabilità degli iperoggetti (pandemia in questo caso) neanche per gli stati totalitari, figurarsi per l’Italia, che politica, stato, governo sono sempre più parole vuote.

Se dovessi ripensare la scuola, come si usa dire, lo farei nella chiave di quella che Bifo chiama fondazione necessaria di “comunidades del sobrevivir frugal” (intervista a Pagina12). Affidatemi un centinaio di ragazzi e ragazze e datemi la sovranità su qualche paese abbandonato dell’Appennino e sul territorio immediatamente circostante e lasciateci costruire una di queste comunità: vediamo che cosa ne viene fuori. Lo stato dovrebbe promuovere questo altro da sé, se volesse fare qualcosa di non ininfluente , in questa fase (invece di reprimere preventivamente come nel caso di Mimmo Lucano). Già sento l’obiezione che nel mio caso sarebbe scontata una deriva alla pifferaio di Hamelin o alla col. Kurtz e che dopo un po’ il ministro dell’istruzione dovrebbe mandare i Cacciatori di Calabria a farci fuori tutti. Può essere vero nel mio caso e tuttavia credo che qualcosa del genere sia l’unica via alternativa a una gestione centralizzata ormai chiaramente impossibile oltreché priva di qualsiasi razionalità.

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