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Elezioni amministrative

A quale orizzonte guarda il candidato Calenda?

Una riflessione a un passo dal voto che deciderà gli sfidanti al ballottaggio

venerdì 1 ottobre 2021, di J. Pierluigi Renzi


Dunque, a meno di cataclismi, al ballottaggio per determinare il prossimo sindaco ci saranno Gualtieri e Micheli. Invece alcuni tra quanti conosco sarebbero orientati a votare Calenda, leggendo in lui un tratto di novità e di estraneità ai condizionamenti dei potentati romani. Insomma una “Virginia”, ma competente. A tal proposito mi verrebbe da citare un vecchio saggio che sosteneva: “un uomo non è quello che dice di essere, ma quello che fa”.
Calenda dice di essere competente, uno che fa le cose. Sia pure; ma poiché chi si candida ad una carica politica certamente lo fa avendo la vista puntata ad un orizzonte; allora qual’è il progetto di Calenda?

Calenda sostiene che il finanziamento di 200.000 euro per la sua campagna viene in gran parte da non meglio definiti “imprenditori del Nord”. Poi offre la carica di vicesindaco al campione berlusconiano Bertolaso, che qualche mese fa era dato come candidato sindaco della destra. Dalla destra moderata continuano ad arrivare complimenti e appoggi a Calenda, ma lui non si sbilancia.

Quanto sta accadendo è piuttosto palese. Calenda, con Renzi, Giorgetti e diversi in FI, sta lavorando ad un progetto di rifondazione di un centro dello schieramento politico che riporti in auge i tempi del Pentapartito con una forza moderata ben piantata al centro e capace di smorzare e condizionare le ali di sinistra e di destra dello schieramento politico A questo progetto partecipa pesantemente Bonomi con gli “imprenditori del Nord”.

Il progetto può contare su una struttura territoriale consolidata: si tratta di quel che resterà a breve di Forza Italia una volta terminata l’era berlusconiana più la parte moderata della Lega del Nord, quella di Giorgetti e dei presidenti di regione.

L’obiettivo generale è quello di impostare, soprattutto grazie ai fondi del PNRR, la transizione dell’Italia al dopo Covid, con tanti saluti a quanti speravano che questa fosse l’occasione per rimettere in discussione il modello capitalistico di consumo delle risorse.

Le elezioni romane sono la prova generale per misurare la consistenza del progetto. Di più, se Calenda riuscisse a portar via un numero importante di voti alla coalizione che sostiene Gualtieri, quest’ultimo si troverebbe costretto a trattare con “Azione” per recuperare una forbice troppo aperta nei confronti di Micheli. Sono, io credo, ottimi spunti per riflettere bene tra chi è orientato a sinistra prima del voto di domenica.

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