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M’aricordo

M’aricordo... ovvero: l’apologia della memoria

venerdì 26 ottobre 2007, di Carla Costanzi


Quando si è giovani non sempre si capisce l’importanza della memoria; al massimo la si percepisce, ma soprattutto si vive intensamente il presente e si è proiettati verso il domani.
Non viene naturale pensare al passato o ragionare più di tanto sul perché degli accadimenti ed ancor meno sui legami che questi hanno tra loro.
Poi il tempo scorre e le situazioni cambiano.
Succede di ripensare a certe gestualità unite a frasi, intonazioni che ci riportano a quando eravamo bambini, ragazzi ed i nostri rapporti primari erano soprattutto quelli intrattenuti con i genitori, i nonni, i maestri e poi gli amici.
Quando si ripresentano alla nostra memoria la prima volta sono spezzo ricordi abbozzati, ma poi acquistano una maggiore definizione, si colorano, si intrecciano in un racconto che se guardato con una lente di ingrandimento acquista un’importanza unica ed irripetibile: è la nostra vita.
Forse quel giorno arriva quando la gioventù finisce? O quando abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza sulla nostra vita, le nostre scelte, le nostre passioni?
Sicuramente in quel giorno comprendiamo il valore della nostra memoria e quanto sia ancor più alto il valore di una memoria collettiva.
Senza memoria non può esserci né storia individuale né tantomeno sociale e senza storie non potrebbero esserci identità e testimonianze, ma flussi di improvvisazione, repliche di errori, lezioni non comprese, valutazioni incomplete.

Testaccio è un rione che già dalle sue strade, dai suoi palazzi, soprattutto dagli animi degli abitanti che lo popolano, respira e traspira memoria; una memoria che proprio perché è tutt’uno con questo territorio, si manifesta nella spiccata familiarità degli approcci - basta imbattersi la mattina al mercato nei capannelli di donne che parlottano tra loro - , nella rumorosità delle risate e delle battute che si intrecciano soprattutto il pomeriggio ai giardinetti di piazza Santa Maria Liberatrice, nelle appassionate discussioni dei romanisti e dei laziali prima e dopo le giornate di campionato, e che aldilà di ogni particolarismo, diffonde dietro di sé anche un altro valore: quello della solidarietà.
Ma la memoria per vivere ha bisogno di essere esercitata attraverso i racconti, le scritture, le narrazioni e questa pagina potrebbe essere dedicata proprio alle vostre storie personali e non, quelle che voi per primi non volete dimenticare, perché rappresentano il vostro essere stati al mondo ed aver vissuto in questo rione.
E allora non vi resta che cominciare. M’aricordo che...

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