Home > RUBRICHE > Rami e radici > Gente di Testaccio > Gli arditi del popolo

Gli arditi del popolo

sabato 17 novembre 2007, di Fabrizio Scottoni


In questo articolo parliamo degli Arditi del Popolo di Testaccio, organizzazione di autodifesa popolare attiva tra il 1921 e 22 che cercò di opporsi eroicamente alla presa del potere da parte dei fascisti.
Tra le tanti avvenimenti legati agli Arditi di Testaccio ricordiamo quelli accaduti tra il 9 e il 13 novembre 1921 quando, in occasione del congresso nazionale fascista, venne indetto uno sciopero generale; divamparono un po’ ovunque scontri e incidenti e furono erette barricate.
Arditi del Popolo assieme ad antifascisti d’altri schieramenti resero vani gli assalti contro i quartieri popolari. In particolare a Lungotevere Testaccio e a via Zabaglia gli Arditi respinsero gli assalitori per un’intera giornata che rinunciarono ad entrare a Testaccio. I fascisti venuti con l’intenzione di fare una prova generale della Marcia su Roma si trovarono bloccati nel centro della città, ma lontani dai quartieri popolari autodifesi senza possibilità di movimento.
“Roma Proletaria insegna ai lavoratori d’Italia la via della riscossa” titolava il 17 novembre1921 il giornale l’Ardito del Popolo.

ARGO SECONDARI (Roma, 1895 – Rieti, 17 marzo 1942).
Nato a Roma nel 1895, anarchico ed ex tenente dei reparti d’assalto, con lo scopo di difendere i quartieri e le sedi popolari colpite dai fascisti, fondò nel giugno del 1921 gli Arditi del popolo che divennero nel giro di poche settimane un’organizzazione molto ramificata a livello nazionale. Vi aderirono migliaia di giovani e di lavoratori di varia tendenza politica (comunisti, socialisti, anarchici, repubblicani, sindacalisti rivoluzionari, ma anche cattolici) che videro nel movimento un efficace strumento di opposizione alla violenza delle camicie nere. Egli fu tra le prime vittime della vendetta fascista. Il 31 ottobre del 1922 venne preso a bastonate alla testa dalle camice nere. Il leggendario capo degli Arditi romani non si riprese più e morì pochi anni dopo nel manicomio di Rieti.

FILIPPO RICCI. Nato nel 1884, era uno stuccatore anarchico testaccino. Nella zona industriale tra Testaccio, Ostiense e San Saba, gli Arditi erano presenti con una loro forte formazione composta da oltre un centinaio di persone sotto il suo comando. Faceva parte del gruppo anarchico “Argante Salucci” e come responsabile del gruppo Arditi di Testaccio partecipò a diverse azioni antifasciste. Fece parte di un elenco di sovversivi ripetutamente arrestati in particolari occasioni di ordine pubblico.

GIUSEPPE CERQUETTI, nato nel 1881, facchino di fede repubblicana risiedeva a Porta S. Paolo. Partecipò a tutti gli scioperi e manifestazioni del biennio rosso con gli Arditi del Popolo di Testaccio. Fu arrestato nel 1921 perchè trovato in possesso di due fucili. Nel 1926 fu di nuovo arrestato (con Nicola Vecchi, Alfredo De Santis, Aristodemo Reportini, Giovanni Polidori, Spartaco Mattaccini, Luciano Manzini, Enrico Ferola, Umberto Bianchi, Amerigo Giorgi e Arnaldo Bussi). Morì a Testaccio nel 1936.

VINCENZO SANTARELLI, nato nel 1874 risiedeva a Testaccio. Nel 1912 era tra gli aderenti al circolo anarchico Germinal di via Marmorata, 6.

Fu arrestato come sovversivo nel 1912 e nel 1919. Negli Arditi del Popolo comandò la compagnia “Dannata”. Entrò e uscì dal carcere fino al 1929, quando espatriò

LUIGI CURTI, nato nel 1876, fu arrestato la prima volta come sovversivo nel 1898. Nel 1900 aderì alla federazione anarchica laziale e subì numerosi arresti. Risiedeva in via Luca della Robbia, 3 e lavorava presso la bottega di barbiere dell’anarchico Luigi Melucci in via Marmorata ,20. Fu redattore del giornaletto di quartiere “Il Testaccio” e frequentò il circolo anarchico di via Marmorata 96. Partecipò alle iniziative antifasciste fino alla sua morte avvenuta nel 1922.

2007-2020 Rione Ventesimo, rivista di Roma Testaccio
SPIP | Chi siamo | scrivi a Rioneventesimo | Facebook | | Mappa del sito | Monitorare l’attività del sito RSS 2.0