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Istruzione

Fermiamo la distruzione della scuola pubblica

martedì 16 settembre 2008

"La scuola è aperta tutti.
L’istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi"
(art. 34 della Costituzione)


La scuola italiana riapre le porte.
Le riapre in una situazione difficilissima: Berlusconi e il Centrodestra stanno mettendo in atto l’attacco decisivo alla loro grande nemica, l’istruzione pubblica.

Parlano le cifre:
Nei prossimi 4 anni si taglieranno 7 miliardi e 800 milioni alla Pubblica Istruzione, la scuola paga un quarto dell’intera manovra finanziaria.
Il governo chiude le scuole che hanno meno di 500-600 studenti. Si rischia - nell’ipotesi più ottimistica - la chiusura di più di mille scuole: nei piccoli comuni, in quelli di montagna o delle isole minori. E senza scuole quei paesi saranno più poveri in ogni senso. E chi si farà carico di portare i bambini da un paese all’altro? Le famiglie. Così come saranno le famiglie dei ragazzi con disabilità a soffrire della riduzione degli insegnanti di sostegno. Come quelle stesse famiglie pagheranno la riduzione degli asili nido e dei servizi per gli anziani che i comuni non potranno più pagare.Più soldi e più fatica per le famiglie.

Intanto immediatamente si tagliano 150.000 posti nella scuola. Si ritorna al maestro unico (per decreto e senza discussione) e si riducono le ore di lezione, da 30 a 24. Si torna al passato senza tenere conto che la scuola elementare in Italia oggi funziona, piace alle famiglie: è una scuola di qualità. Da ora in poi ci saranno meno ore, meno insegnanti, meno cultura. Dalla scuola elementare a quella secondaria nella quale per effetto della riduzione degli insegnanti ci saranno classi più affollate e ingestibili. Ma il governo ha bisogno di far cassa e questo conta. E che importa a Gelmini e Tremonti se i bambini e i ragazzi avranno meno opportunità di studio?

E’ necessario che dalle scuole, dagli insegnanti, dai genitori venga uno stop a questo disegno che vuole privatizzare il sistema dell’istruzione gettando discredito sulla scuola pubblica che sicuramente ha tanto problemi ma è un bene prezioso e che garantisce un’istruzione a tutti i cittadini e non soltanto a chi se la può pagare.
Un’istituzione per la quale si dovrebbe avere cura, attenzione e le cui risorse dovrebbero essere commisurate al grande compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono di fatto l’uguaglianza dei cittadini.

Organizziamoci nelle scuole per contrastare l’attacco del centrodestra ad una scuola che è degli italiani e che è uno dei cardini della nostra democrazia.

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