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Economia incompatibile

Risparmiare fa bene all’ambiente

Ovvero: il consumo delle acque in bottiglia è un danno per tutti.

mercoledì 15 ottobre 2008

L’acqua che scorre dai rubinetti di Roma è tra le migliori in Italia. Eppure una parte consistente, almeno in peso e volume, della spesa casalinga quotidiana è rappresentato dalle bottiglie di acqua mineale.


In molti acquistano l’acqua da bere in bottiglia. Nei supermercati c’è sempre uno scaffale piuttosto imponente con decine di etichette di acque minerali tra cui scegliere.
L’Italia ha il record mondiale di consumo: 192 litri a persona all’anno (2006), a fronte di una media mondiale di 25 litri (fonte: Worldwatch Institute).

Anche la produzione italiana detiene la posizione leader nel mercato mondiale con 177 imprese e 287 marchi, 11 miliardi di litri imbottigliati di cui 1 miliardo destinato all’esportazione (soprattutto in Canada e America). Calcolando in 0,50 euro il prezzo medio al litro, si ottiene un fatturato complessivo annuo di circa 5 miliardi e 500 milioni di euro.

Ma il ciclo produttivo ed il consumo di acqua minerale hanno costi ambientali elevati: ogni giorno nel mondo arrivano sul mjercato più di 200 milioni di bottiglie di acqua che vengono trasportate principalmente su gomma con utilizzo di combustibile fossile. Ed ognuna di queste bottiglie, se non riciclata, impiega 500 anni a degradarsi.
In totale, per la sola produzione di bottiglie di plastica, vengono utilizzati annualmente un milione e mezzo di barili con cui, per capire, si mandano avanti 100 mila automobili per un anno,
Ma perchè questo elevato consumo? C’è qualche buon motivo che lo giustifica? Pare proprio di no. Almeno non qui da noi, a Roma.

Acque potabiliL’acqua minerale costa
Oltre al danno ambientale, c’è un danno materiale più vicino ad ognuno di noi: l’acqua minerale è certamente molto più cara dell’acqua potabile: dalle 300 alle 600 e persino 1000 volte più cara.
Come accadeva ai nostri nonni che rubinetti in casa non avevano, l’acqua minerale bisogna andarsela a prendere, con ulteriori costi e fatica.
L’acqua minerale non è necessariamente più pura o benefica: il PET, materia prima della produzione di bottiglie, è sospettato del rilascio sostanze tossiche, soprattutto se esposto alla luce.

Perché l’acqua del rubinetto venga dichiarata potabile dai funzionari del ministero della Sanità, è richiesto il rispetto di alcuni parametri. Due volte al giorno negli acquedotti vengono prelevati e analizzati dei campioni per vedere se questi parametri sanitari - una trentina - sono rispettati. Per l’acqua in bottiglia, invece, i parametri sanitari richiesti sono molti di meno - circa la metà - e non è stata mai stabilita la periodicità dei controlli che possono essere effettuati in modo casuale o dietro sollecitazione del magistrato.

D’altra parte l’acqua minerale è identica all’acqua del rubinetto, con qualche minerale in più o in meno. Alcune volte anche con troppe sostanze non proprio salutari. Certo l’acqua del rubinetto contiene cloro. Ma è sufficiente versare l’acqua da bere in una brocca o in una bottiglia aperta ed il cloro evaporerà rapidamente.

In particolare l’acqua di Roma è tra le migliori in Italia. Per chi desiderasse documentarsi, rimandiamo ad un articolo e ricerca di Altroconsumo

Dunque perchè consumiamo tanta acqua minerale?
Una prima risposta ha natura politica. Ai governi di tutto il mondo conviene che esista una filiera dell’acqua in bottiglia, che cela i problemi della distribuzione dell’acqua pubblica attraverso gli acquedotti. In alcuni paesi (come l’India per esempio)la questione assume toni drammatici, ma sappiamo anche della connessione tra carenza di acqua ed interessi mafiosi in molte regioni del nostro Sud. Certo aver permesso per anni il degrado di molti acquedotti non ha accresciuto la fiducia dei cittadini nell’acqua di rubinetto.

Un’altra risposta si trova nella enorme quantità di risorse impiegate nella promozione dalle industrie del settore:
l’entità degli investimenti pubblicitari ammontava a 296.409.000 di euro per l’anno 2002(fonte Nielsen), a circa 317.157.000 euro per l’anno 2003 (elab. Ares) ed a circa 342.530.240 euro per l’anno 2004 (elab. Ares),pari a circa 600 miliardi di lire.

In conclusione citiamo Gianfranco Bologna, portavoce del WWF Italia. «... la migliore acqua da bere non si trova necessariamente in una bottiglia ...Se vogliamo bere acqua pura dobbiamo porre maggiori sforzi nel proteggere fiumi, laghi e falde idriche, e poi investire in modo che tale acqua arrivi in modo sicuro al consumatore attraverso i rubinetti».

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