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Farmacap

sabato 16 aprile 2011, di Gemma Azuni


Sulla vicenda della Farmacap, ormai si rischia di portare i libri in
tribunale con la conseguente messa in mobilità dei lavoratori impegnati
nell’erogazione di fondamentali servizi per la cittadinanza,
soprattutto anziana.

Le difficoltà finanziarie nelle quali versa l’azienda speciale sono
prima di tutto da annoverare nel mancato pagamento da parte del Comune
di Roma delle fatture emesse per prestazioni erogate che
ammonterebbero a circa 9.500.000 euro per il 2009 e a circa 5.000.000
per il 2010.

E’ indubbio che la sofferenza finanziaria determinatasi, unita al
lievitare degli interessi passivi di cui il Comune non vuole farsi
carico, ha di fattoportato alla non approvazione dei bilanci, dal 2008
ad oggi, non consentito all’azienda di sviluppare e crescere.

Questa è la principale diaspora che deve essere sanata, perché in
questa situazione appare evidente che fin quando la Farmacap continuerà
ad inserirli in bilancio e il Comune a non riconoscerli, non si uscirà
dal tunnel.

Ritengo che il Comune, ente di riferimento e proprietario
dell’azienda, ha il dovere di consentire, in termini di fabbisogno
previsionale, economico e finanziario ad una sua azienda di perseguire
i propri fini statutari a tutela dell’erogazione di servizi per i
cittadini più deboli ed esposti.

La Farmacap è un’azienda potenzialmente sana e produttiva ma deve
essere posta nelle condizioni di funzionare. Rinnovo pertanto
all’Assessorato alle Politiche Sociali la richiesta di apertura di una
seria riflessione sul futuro di un’azienda che può contribuire a
calmierare i costi sanitari attraverso il mantenimento delle 42
farmacie comunali quali presidio pubblico della distribuzione
farmaceutica e allo sviluppo di progetti che consentano all’azienda
di esprimere al meglio le sue innumerevoli potenzialità.

Anche se ci sono stati degli errori nulla giustifica la sua
privatizzazione e nulla giustifica il comportamento assunto da questa
Giunta che sta tagliando servizi a 360 gradi, soprattutto alla fascia
della popolazione anziana, interessata a breve anche dalla dismissione
delle case di risposo.

Ma non costa di meno al Comune mantenere ed allargare l’assistenza a
molti più anziani attraverso l’erogazione di servizi che garantiscano
loro la permanenza nella loro abitazione?

Il Comune, attraverso la Farmacap ha in mano uno strumento prezioso.
Il tentativo di privatizzazione sarà ostacolato dai cittadini i quali
non appena hanno avuto sentore della volontà della giunta Alemanno di
privatizzarla, hanno cominciato la raccolta di firme, arrivate in
pochi giorni già a 5000.


Aggiornamento 6/6/2011

SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI FARMACAP

La rappresentanza dei lavoratori FARMACAP, che ha esposto i cartelli
VENDESI in Assemblea Capitolina, ha espresso con questo gesto la forte
preoccupazione per l’avvio dei 65 licenziamenti operata dal vertice
aziendale.

Per condividere questa preoccupazione e testimoniare la mia vicinanza
alle donne e agli uomini che lavorano in Farmacap, e che vedono
profilarsi il rischio di perdere il posto di lavoro, sarò con loro,
domani 7 giugno, alle 10.00 al presidio indetto per protestare contro i
licenziamenti.

Questa vicenda è davvero assurda: ancora non si capisce perché la
Regione Lazio ritarda il trasferimento di 6.000.000 di Euro, e perché
l’Amministrazione Alemanno non provvede con un contratto di servizio,
sostenuto dai trasferimenti pecuniari per l’erogazione e l’ampliamento
dei servizi che l’azienda potrebbe tranquillamente fornire; non solo
per gli attuali utenti ma anche per una platea più ampia di anziani,
attraverso la teleassistenza e il telemonitoraggio.

La vendita delle 43 farmacie comunali è un nonsenso e, inoltre,
priverebbe le periferie romane di un servizio sociale di vicinanza ai
cittadini.

Per questo sosterrò le ragioni degli utenti delle farmacie comunali e
dei lavoratori della FARMACAP alla Commissione Politiche Sociali da me
richiesta già due mesi orsono.

Gemma Azuni
Consigliere di Roma Capitale

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