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Attività economica e malaffare

Le mani della malavita sulla città

Contro le mafie le armi sono trasparenza, informatizzazione e controllo.

mercoledì 13 luglio 2011, di Gemma Azuni


L’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio ha denunciato che Roma è nelle mani della ‘Ndrangheta e della Camorra che convivono con la criminalità locale al punto che non è esagerato parlare di “forme di controllo di segmenti significativi del territorio”ovvero le organizzazioni che hanno messo le mani su Roma sono in guerra per il controllo del territorio.

Le attività privilegiate dalla malavita organizzata per il riciclaggio di danaro sono quelle di somministrazione di alimenti e bevande site al centro storico di Roma, perché è ricco e offre la possibilità di investire capitali provenienti dal malaffare.

Non è un caso che il perdurare della crisi e il contesto di marcata difficoltà economica in cui versa l’imprenditoria italiana renda le imprese e i lavoratori più esposti e quindi aggredibili dalla malavita e senza un’azione di contrasto forte, la crisi potrebbe essere devastante per il sistema delle imprese e per l’economia locale, dando luogo a fenomeni di concorrenza sleale che rappresentano un indicatore di gestione criminale.

Contro le mafie le armi sono trasparenza, informatizzazione e controllo.

Se a tutto questo si aggiunge che da controlli effettuati dalla polizia municipale emerge un alto tasso di illegalità concernente l’abusivismo delle occupazioni suolo pubblico, strumentali alle attività di somministrazione di alimenti e bevande, ed il conseguente difficile recupero delle somme dovute a titolo di indennità e sanzione, ne deriva un quadro piuttosto allarmante.

L’amministrazione comunale potrebbe fare molto in termini di controllo sul territorio, ma soprattutto di trasparenza dell’azione amministrativa attraverso una vero e proprio progetto di informatizzazione e dematerializzazione dei SUAP e degli uffici entrate, per censire le autorizzazioni presenti sul territorio di Roma e consentirne un sistematico controllo. È infatti attraverso il constante aggiornamento delle banche dati che l’amministrazione ridurrebbe notevolmente i tempi di controllo e di eventuale intervento.

A tale proposito nulla è stato fatto dal Sindaco Alemanno, ed oggi come ieri i controlli sono impossibili non solo per l’assenza di un vero processo di informatizzazione ma anche per la grave carenza di personale in cui spesso versano gli uffici e di cui nessuno sembra preoccuparsi.

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