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Primo Municipio

Esiste una politica migliore

Intervista di Michele Ferrelli ad Andrea Valeri, assessore alle politiche culturali e del turismo del Municipio Roma centro

venerdì 29 maggio 2015, di Maria Serena Felici


Sei in carica dal 2013, raccontaci un po’ che cosa è stato fatto finora in materia di cultura e turismo nel I Municipio.
Appena insediato mi sono accorto che le associazioni culturali iscritte all’albo del Municipio I erano circa 60. Oggi sappiamo che il numero reale degli operatori culturali che operano nel nostro territorio è pari a 7000. Questo per dire che la prima cosa su cui ci siamo concentrati è stata quella di mappare e censire tutti i soggetti ed i luoghi culturali presenti sul nostro territorio per conoscerne esigenze e capacità. Successivamente ci siamo messi con loro intorno a un tavolo, anzi più tavoli divisi per tema culturale, per decidere quali fossero le priorità e le criticità a cui dare risposta. Così, ad esempio, è nato l’Ufficio Europa a cui chiedere gratuitamente la consulenza per la progettazione europea, l’accordo con la Siae per ridurre i costi del diritto d’autore e, soprattutto, Cultur+ che è l’assemblea generale di tutti gli operatori culturali del Municipio Roma I centro.

A proposito di Cultur+, l’appuntamento è per il 6 giugno, data in cui è fissata la sua 5° edizione. Ci parli di questa iniziativa in generale e in particolare ci illustri le caratteristiche innovative rispetto alle edizioni precedenti, se ce ne sono?
Ogni edizione di Cultur+ avviene in luogo diverso del nostro Municipio. Dopo Trastevere, Testaccio, Monti e il Tridente, questa volta si svolgerà nel quartiere Prati, presso l’Università Lumsa dalle 10 alle 17.00.
Il tema da affrontare sarà quello dell’Expo e del Giubileo, due occasioni che seppur molto diverse tra loro possono offrire un’opportunità concreta per promuovere e realizzare la produzione culturale del nostro territorio. L’idea è quella di pervenire a una programmazione completa di tutte le iniziative culturali e turistiche che si svolgeranno durante i due eventi, per darne visibilità e coinvolgere i flussi di visitatori che attraverseranno il nostro territorio.

Expo 2015 infatti sta facendo registrare un considerevole afflusso di visitatori dall’Italia e dall’estero. Rispetto a quest’ultimo evento, hai messo in cantiere delle iniziative che potrebbero spingere i visitatori dell’Expo a prolungare il loro viaggio per raggiungere Roma?
Tutti sanno che il problema della permanenza nella nostra città, a differenza delle altre capitali europee, non è solo quantitativa, cioè relativa ai giorni effettivi di visita, ma anche qualitativa. A differenza di Parigi, Berlino e New York, la gran parte di coloro che giungono a Roma non torna più e questo secondo me è dovuto alla difficoltà che abbiamo di mostrare quanta bellezze e quante cose interessanti la nostra città possa offrire al di là del giro canonico. Dobbiamo incoraggiare la scoperta di percorsi alternativi legati all’artigianato, alle residenze storiche, al patrimonio artistico e culturale nascosto, alle gallerie e ai luoghi dell’arte che facciano scoprire Roma e instillino in chi viene la voglia di tornare con la convinzione che ci sia ancora molto da visitare. In questo senso l’Expo può essere una grande occasione per far conoscere alle delegazioni di tutto il mondo che arriveranno a Milano e da lì transiteranno per Roma quante “buone ragioni” ci sono per tornare. I progetti che l’Assessorato sta mettendo in cantiere sono molti ma più che elencarli singolarmete mi piace sottolineare il fatto che saranno tesi a un turismo responsabile e sostenibile che produrrà ricchezza anche per il territorio e i residenti, al di là della parentesi temporale legata all’Expo.

Siamo in un periodo in cui gli operatori culturali si trovano in difficoltà anche perché la loro professionalità in Italia non è assolutamente valorizzata. Come intendi agire per rilanciare la figura dell’operatore culturale ed eventualmente contribuire, per quanto ti compete, a un cambiamento di mentalità rispetto a questa figura, tanto più in una città come Roma e nel I Municipio, nel cui territorio sono presenti i poli turistici più attrattivi della città?

Dire che non siano assolutamente valorizzate è forse eccessivo, sicuramente in molti casi alcune eccellenze vengono apprezzate e premiate più all’estero che qui da noi. Inoltre è cosa nota che il settore della cultura in questi anni è stato tra i più pesantemente colpiti dai tagli. In questo quadro di crisi pensare ancora che la politica dei finanziamenti a pioggia sia la risposta al problema è assolutamente sbagliato. Il rischio è sempre quello di finanziare eventi che nascono e muoiono senza rimuovere le cause di crisi del settore. Occorre pertanto ripensare completamente le politiche culturali del nostro territorio avendo una visione di assetto che permetta di individuare le problematiche di fondo e impegnare i pochi fondi a disposizione. Faccio un esempio concreto per spiegarmi meglio: l’80% delle richieste che ogni giorno mi giungono dal territorio sono legate all’esigenza di avere un luogo gratuito dove svolgere un evento culturale. Anche il restante 20% che chiede fondi lo fa per coprire le spese di spazi privati a pagamento. Se io avessi dei finanziamenti e decidessi di finanziare, ad esempio, 4 progetti su 300, avrei come risultato quello di aver scontentato 296 realtà. Meglio pertanto impegnarli complessivamente in uno spazio da concedere gratuitamente 365 giorni l’anno e dove tutti gli operatori avrebbero la possibilità di veder realizzate le proprie richieste, a rotazione.

Quali iniziative hai in cantiere per i mesi estivi?

Proprio in questi giorni stiamo ultimando il lavoro su tre appuntamenti che ritengo importanti.
Dal 30 maggio sino alla metà di luglio partirà a Castel S. Angelo il Roma Fringe Festival, una delle più grandi rassegne di giovani compagnie del teatro indipendente provenienti da tutto il mondo. Al di la della bellezza dell’evento sono contento che si sia riusciti a restituire alla cittadinanza uno dei luoghi più belli al mondo, sottraendolo al degrado che aveva caratterizzato gli ultimi anni. Un evento di respiro europeo che sicuramente aiuterà a far apparire Roma al pari delle altre capitali europee. Quasi in contemporanea partirà a Piazza S. Cosimato l’arena cinematografica organizzata dai ragazzi del Cinema America. Con loro vogliamo tenere alta l’attenzione sulle sale cinematografiche chiuse e sul patrimonio comunale che Roma Capitale vorrebbe alienare per fare cassa e che invece per noi costituiscono una ricchezza da tutelare e rilanciare. Per ultimo, visto che il vostro è un giornale del Rione Testaccio, ci tengo a sottolineare che, grazie a una convenzione con il Touring Club, stiamo lavorando a un progetto che entro la fine dell’anno dovrebbe portare all’apertura al pubblico di luoghi e siti storici e artistici attualmente chiusi, a cominciare dal Monte dei Cocci.

Tu sei esponente di un partito che si chiama Sinistra Ecologia Libertà e allora non posso fare a meno di chiederti quanta sinistra c’è nel tuo modo di operare come Assessore e nel vagliare proposte o impostare iniziative culturali?

Processi partecipativi, rigenerazione degli spazi, politiche culturali rivolte alle fasce sociali più deboli, difesa dei diritti dei lavoratori della cultura, turismo sostenibile e responsabile sono sicuramente tutti obiettivi che rispondono a un idea di sinistra che ogni giorno cerchiamo di praticare in modo concreto. Voglio però aggiungere che, oltre ai contenuti, c’è secondo me un modo di essere di sinistra anche nei comportamenti che un amministratore deve avere: la politica intesa come spirito di servizio, improntata a valori di etica e di onestà, che non crei barriere tra i cittadini e le istituzioni e cerchi ogni giorno di dare risposte concrete non per tornaconto personale ma perseguendo il bene collettivo. In tempi di forte antipolitica penso che questo sia l’antidoto migliore per dimostrare che esiste una politica migliore.

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