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“La metti una firma contro la droga?”

Un articolo su wilditaly a proposito cooperativa Lautari

lunedì 28 settembre 2015


E’ dicembre, cammini per le strade della tua città in cerca di qualche idea non banale per i regali di Natale quando ad un certo punto un ragazzo sbuca dal nulla e ti domanda a bruciapelo: “Ciao! La metti una firma contro la droga?”. Lì per lì pensi: “ma sì dai, una raccolta firme per una legislazione seria sul tema merita di essere supportata”. Non si tratta però di questo. Si firma, usando le parole di alcuni di questi ragazzi, “per solidarietà” (quale solidarietà?). Una volta firmato poi ecco la richiesta: “stiamo chiedendo a tutti di lasciare un contributo economico. Di solito più di 5 euro”. Se il ragazzo ti convince, firmi e mentre lo fai ti viene sciorinata la storia di come da tossicodipendente è riuscito a farcela, ad uscire dal tunnel.

Nulla da eccepire, ci mancherebbe altro. Se non fosse che molto spesso c’è di più dietro ciò che appare ai nostri occhi.

LA COOPERATIVA. Questi “procacciatori” fanno capo alla cooperativa Lautari. La cooperativa, come si legge sul sito ufficiale: “è una comunità terapeutica di orientamento pedagogico riabilitativo, specializzata nella disintossicazione e riabilitazione dalla dipendenza di alcol e droghe”. Fondata nella città di Pozzolengo nel 1992, ha 5 unità locali (Como, Firenze, Pordenone, Roma e Capodistria) e fin da quando apre i battenti è bersaglio di polemiche, controversie e procedimenti giudiziari.

([l’articolo segue sul sito di wilditaly.it...->http://www.wilditaly.net/la-metti-una-firma-contro-la-droga-il-caso-della-cooperativa-lautari-19810/)

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