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politica interna

Ombre e luci di una finanziaria di transizione

Il governo ha varato all’unanimità la legge finanziaria e la manovra di bilancio per il

sabato 27 ottobre 2007, di Paolo Santurri


Dopo il pesante intervento dello scorso anno che ha dovuto fronteggiare una situazione dei conti pubblici al limite del collasso, quest’anno sarà possibile iniziare a ridistribuire parte delle risorse disponibile alle fasce più deboli della popolazione.
L’eredità dell’accoppiata Berlusconi-Tremonti aveva lasciato il paese in condizioni che è poco definire disastrose: per la prima volta dall’inizio degli anni ’90 il debito pubblico era tornato a salire, il deficit del 2005 e del 2006 aveva superato il 4% del PIL, l’avanzo primario al netto degli interessi era stato del tutto azzerato.
A partire da tali condizioni nel corso del primo anno di governo del Centro-Sinistra si è cercato di riaggiustare il tiro con una politica tesa a restringere la spesa pubblica, a recuperare l’evasione fiscale, a rilanciare l’economia. Sotto questo profilo si sono raggiunti risultati indubbiamente positivi: il deficit del 2007 è inferiore al 3%, l’avanzo primario è tornato al 2%, il debito è tornato a diminuire.
E’ pur vero, d’altro canto, che si sono dimostrate del tutto insufficienti e al di sotto delle aspettative le misure adottate a favore delle fasce più deboli della popolazione (rimodulazione delle aliquote fiscali con un parziale riequilibrio che ha alleviato il carico sostenuto dalle fasce di reddito più basse, aumento delle pensioni minime).
Con la finanziaria di quest’anno, anche grazie all’impegno delle forze di sinistra presenti nella coalizione di governo, il recupero del gettito fiscale maturato attraverso la lotta all’evasione verrà utilizzato per ridistribuire la ricchezza verso i ceti meno abbienti.
Le misure più importanti previste a tale proposito sono le seguenti:
- bonus fiscale per i redditi più bassi esclusi dalla dichiarazione dei redditi;
- diminuzione dell’ICI, per le famiglie al di sotto della soglia 50000 euro l’anno;
- detrazione fiscale di parte del canone pagato dalle famiglie in affitto;
- contributi ai giovani che lasciano le famiglie e vanno a vivere da soli;
- semplificazione delle pratiche amministrative e fiscali per le imprese individuali al di sotto dei 30000 euro di giro d’affari annuo.
Non deve venire sottaciuto d’altro canto che nel testo del governo sono del tutto assenti provvedimenti rivolti ad un equo riequilibrio della tassazione sulle rendite finanziarie. Ci si sarebbe aspettata inoltre una maggiore decisione nella predisposizione delle misure per razionalizzare e diminuire i costi della politica.
Le maggiori lacune riguardano tuttavia la sostanziale inadeguatezza di interventi finalizzati a ridurre la precarietà del lavoro. Non è stato abolito lo staff leasing e soprattutto è tuttora possibile rinnovare all’infinito i contratti a termine. Per ciò che attiene alle questioni riguardanti pensioni e previdenza non vengono ancora di fatto garantiti i diritti dei lavoratori impiegati in mansioni usuranti.
E’ fondamentale che la mobilitazione sociale e l’impegno della Sinistra all’interno del Governo e in Parlamento siano tesi a migliorare il testo governativo, per soddisfare alcune esigenze elementari delle aree sociali più deboli e meno protette.

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