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Viabilità

Dove porta la pista ciclabile di Via Zabaglia?

Per costruirla furono spesi 200.000 euro, senza ascoltare pareri diversi. Ora vogliono distruggerla per l’emergenza di un mese.

lunedì 20 dicembre 2010

Gli affanni dei governanti del Primo Municipio, protesi alla spesa d’urgenza. Urgenza di cui non si capisce la natura se non che vagamente richiama, certo con diversi valori e stature, le gesta della coppia Berlusconi/Bertolaso.


Volantino del Primo MunicipioIl Presidente Corsetti e l’assessore Trombetti annunciano la demolizione della pista ciclabile di Via Zabaglia. L’obiettivo sarebbe quello, provvisorio, di snellire il traffico congestionato (scrivono “congestionamento”) a causa dei lavori per il nuovo mercato. Dicono anche: “…accogliendo le richieste dei cittadini…” (troppo tardi, aggiungiamo noi).
Sembra di capire che, allo scopo di affrontare un provvisorio problema di traffico, intendano spendere denaro pubblico per demolire un’opera costruita solo pochi mesi or sono con altro denaro pubblico. Per affrontare (dicono) un problema di traffico demoliscono uno strumento utile a decongestionare il traffico.
Incuranti della logica e della buona politica, sono invece assai interessati alla spesa pubblica, in qualsiasi frangente. Lo fanno convinti di poter imbrogliare i cittadini utilizzando parole e paroloni come due scadenti personaggi di un film di Totò; non contenti del “congestionamento”, furbescamente e a lettere maiuscole dichiarano la pista ciclabile “sospesa” per evitare di dire “demolita”; e si dicono pronti al “dialogo partecipato” senza poterci spiegare cosa sarebbe il dialogo non partecipato; ammiccando, volentieri parlano alla pancia della gente, indifferenti alle esigenze della comunità.
Al di là del triste spettacolo di un imbroglio scritto male, restano i problemi seri. Lo sperpero del denaro pubblico, la scarsissima attitudine ad affrontare e risolvere i problemi dei cittadini, il totale disinteresse ad immaginare e programmare gli interventi per una città migliore.
In sottofondo si può’ sentire la voce di Totò: “… Vota Antonio La Trippa, vota Antonio…”


Alcuni appunti sulla questione della tentata demolizione e sulle ciclabili in generale.

Il tratto di Via Zabaglia interessato ad un aumento temporaneo di traffico veicolare è quello tra Via Galvani e Via Volta, dove NON c’é pista ciclabile, e quello successivo (50 m.) fino a Via Manuzio. A causa di questo breve tratto, decidono di distruggere tutta la ciclabile!

È opportuno ricordare che in Via Zabaglia il traffico di veicoli non si è mai sviluppato su due corsie per direzione di marcia anche prima della costruzione della ciclabile per assenza di spazio; quello che si poteva fare, ed ora con la ciclabile assai meno, era fermare l’auto in seconda fila e in divieto di sosta. Tenete a mente questa cosa, perché è la vera motivazione, indicibile, del tentativo di distruzione della ciclabile.

Ad ogni modo, mettiamo alcuni sani punti fermi. Una pista ciclabile è un percorso protetto e riservato alle biciclette. Tali percorsi sono separati dai marciapiedi e soprattutto dal traffico motorizzato. Lo scopo è di separare le diverse velocità per facilitare lo scorrimento dei veicoli e migliorare la sicurezza stradale. Va ricordato a tal proposito che l’Italia primeggia in Europa per ciclisti morti (circa uno al giorno, al momento).

Una pista ciclabile non è un parco giochi per il divertimento dei cicloamatori, ma un mezzo per migliorare la qualità nella mobilità urbana.

A Berlino quasi ogni marciapiede è affiancato da una ciclabile. A Roma no; pertanto devono essere costruiti prioritariamente i percorsi di collegamento tra quartieri e nelle strade a maggiore intensità di traffico, dove è più importante separare flussi di traffico a diversa velocità e garantire la sicurezza.

Via ZabagliaUna pista ciclabile in area urbana deve essere realizzata per promuovere la mobilità sostenibile, cioè per favorire l’uso di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata, se si vuole operare un investimento utile e non uno spreco di risorse pubbliche.
L’individuazione dei tracciati deve rispondere alla necessità di muoversi per tragitti brevi (dorsali) collegando utilmente le zone della città. Scelte diverse rappresentano un inutile spreco di spazi e risorse.
Una ciclabile nelle vie parallele a Via Zabaglia, piu’ strette o troppo distanti dalla direttrice Testaccio-Ostiense, porterebbe una diminuzione di parcheggi e resterebbe inutilizzata.

nella foto qui sopra, la pista di Via Zabaglia in costruzione

Amsterdam, parcheggio di biciclette
Amsterdam, parcheggio di biciclette


Ferrara, parcheggio di biciclette alla stazione ferroviaria

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