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Comunicato stampa Gemma Azuni

Un sindaco opaco, una giunta ancora più opaca

Intanto Roma aspetta la crescita economica, nuovi posti di lavoro, pulizia e sicurezza della città e molto altro ancora.

martedì 1 febbraio 2011


Come era facilissimo prevedere, anche la nuova Giunta Capitolina,
varata da Alemanno, si distingue per il suo silenzio assordante e per
il suo immobilismo statuario, salvo quando si tratta di accontentare i
tassisti, allora riesce a scontentare tutti, tassisti e consumatori e,
come se non bastasse riesce anche a farsi tirare le orecchie
dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Non solo Alemanno non sa come sciogliere i nodi che hanno portato al
pasticcio dell’azzeramento della precedente Giunta ma continua a non
dire e a non fare nulla su questioni molto serie e gravi.

Fra queste la vicenda dell’Expo di Shangai e le responsabilità
istituzionali che in quella occasione il Sindaco conferì al consigliere
Orsi (oggi impelagato in un affaire di prostituzione, cocaina,
riciclaggio di capitali illeciti e corruzione).

Eppure non è solo questo che preoccupa maggiormente. Ben altri sono i
motivi di preoccupazione.

Scorrendo nella lunga e variegata lista di promesse non mantenute di
Alemanno si trova di tutto (evidentemente confida, inutilmente, nella
memoria corta dei romani).

Dalla sicurezza alla pulizia della città, da uno sviluppo urbanistico
sostenibile (vedi la boutade di Tor Bella Monaca), al mercato del
lavoro in città.

Su questo ultimo aspetto, Alemanno, in un momento di autoesaltazione
parlò di 100.000 nuovi posti di lavoro, per Roma, nel biennio 2010-
2011.

Siamo a metà del biennio e attendiamo ancora i primi 50.000 posti di
lavoro, e c’è da dubitare che arriveranno, sia i primi 50.000, sia i
secondi 50.000 posti.

Non si è visto nulla, finora, e intanto gli appalti sono bloccati,
nuove opere pubbliche non se ne vedono; il motore dell’economia romana
perde colpi e il Sindaco, oltre ad imitare Berlusconi (nella politica
degli annunci bluff, per carità, non per altro) non trova il modo di
essere l’autorità civile, politica ed istituzionale che guida, con il
concorso delle forze sociali, la ripresa economica di Roma.

È questo, dunque, il punto vero: si perde lavoro nel Paese e si
perde lavoro a Roma. Così come Berlusconi ormai in un’altra dimensione,
rispetto al Paese che avrebbe il dovere di governare, anche il Sindaco
Alemanno dovrebbe sentire il dovere di ammettere la sua inadeguatezza a
governare una grande città, di valore e prestigio internazionale come è
Roma Capitale.

Si spera che il Sindaco Alemanno voglia risparmiare alla città e ai
romani altre difficoltà e problemi che si aggiungerebbero a quelli che
non ha saputo risolvere.

Chi ha a cuore Roma Capitale attende le dimissioni salvifiche di
Alemanno da Sindaco

Gemma Azuni
Consigliere di Roma Capitale
www.gemma-azuni.it

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