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Federalismo fiscale

Le tasse più vicine

Via libera della Camera al decreto sul federalismo. E’ vero decentramento oppure uno spot della Lega?

sabato 5 marzo 2011, di Alessandro Spaziani


Grazie al 42esimo voto di fiducia, in due anni e nove mesi di
legislatura, mercoledì scorso la Camera ha dato il definitivo via
libera al decreto sul federalismo municipale; con grande soddisfazione
della Lega e di Bossi il quale ha dichiarato “di sentirsi il
federalismo in tasca”

Ma nonostante le dichiarazioni rassicuranti di Calderoli e dello
stesso Bossi, secondo i quali il federalismo fiscale è fatto “per unire
e non per dividere il Paese” e che “non farà aumentare le tasse locali”
sono ormai sempre più numerose le voci che, viceversa, ne sottolineano
gli aspetti negativi e le criticità.

E non mi riferisco alle dichiarazioni della presidente del gruppo del
Pd al Senato Anna Finocchiaro, secondo la quale “questo decreto è un
tradimento delle ragioni del federalismo municipale che serve solo alla
Lega per fare i comizi” o di Pier Ferdinando Casini che giudica il
federalismo "uno spot per la Lega che aumenterà le tasse per tutti gli
italiani”

Mi riferisco, invece, al monito lanciato dal Presidente della Corte
dei Conti Luigi Giampaolino in occasione dell’inaugurazione dell’Anno
Giudiziario 2011, e secondo il quale questo federalismo comporta rischi
di ’’squilibri territoriali del gettito fiscale e di aumento delle
tasse”.

Tesi già anticipata dai risultati di una proiezione della CGIA di
Mestre, che ha calcolato la differenza tra le imposte che saranno
lasciate ai Comuni e i trasferimenti che saranno soppressi: le realtà
comunali del Centro Nord avranno più soldi in tasca, quelli del Sud
invece meno.
In buona sostanza con il decreto sul federalismo municipale, a
guadagnarci, almeno per il momento, sono le Regioni del Centro Nord.

E poi, ancora, il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi
secondo il quale le maggiori entrate che si rendessero disponibili con
recuperi di evasione dovranno essere usate per ridurre la pressione sui
contribuenti e compensare, a livello centrale, eventuali aumenti della
tassazione conseguenti al federalismo.

Da ultimo il dossier della Confartigianato secondo il quale le
imprese si ritroveranno a pagare in totale oltre 800 milioni in più l’anno con il passaggio dall’Ici all’Imu (imposta municipale)

Tuttavia, dopo la sconfitta in commissione bicamerale (il famoso 15 a
15 del 3 febbraio), la rabbiosa reazione della Lega che ha preteso un
immediato provvedimento del Governo e lo sconcerto del Presidente
Napolitano che quel provvedimento ha dichiarato irricevibile, il
decreto è ormai definitivo e, a breve, sarà alla firma del Capo dello
Stato.

La strada, dunque, sembra tutta in discesa per la Lega, ma è proprio
così…?

In realtà una volta archiviato il fisco municipale ci saranno ancora
da approvare altri quattro decreti, tra cui quello sul fisco regionale
e provinciale, già all’esame della bicamerale, il cui impatto politico
non è da meno. Con quel testo, infatti, si introducono, tra l’altro, i
costi standard della sanità. Una partita da 106 miliardi di euro.

E non sarà una passeggiata perché le Regioni sono sul piede di guerra
anche dopo l’intesa sul decreto di attuazione del federalismo che le
riguarda: "Al governo abbiamo detto che, dal momento che non ha onorato
i contenuti dell’accordo, l’intesa per noi non c’è" dice il presidente
della Conferenza Vasco Errani. Che avverte: L’accordo deve essere
concretizzato "rapidissimamente”

E in Parlamento è arrivato anche il decreto sulle politiche di
coesione, che contiene i criteri di assegnazione dei fondi comunitari
alla luce della riforma federalista. Il decreto è sul tavolo della
bicamerale, che dovrà esprimersi entro il 3 aprile.

Ci sono poi gli ultimi due decreti: quello che prevede premi agli
amministratori virtuosi e sanzioni a governatori e sindaci con i conti
in rosso e l’altro sull’armonizzazione dei bilanci pubblici in chiave
europea.
Entrambi sono alla conferenza Stato-Regioni, che però non li ha
ancora calendarizzati. Anche loro, comunque, dovranno poi passare per
il Parlamento.

E’ per questo che nonostante le manifestazioni di ostentata sicurezza
a via Bellerio stanno con gli occhi ben aperti.

E non sarà un caso che il Carroccio, con un voltafaccia che tradisce
una certa preoccupazione, ha dato il via libera a una proroga di
quattro mesi, fino al 21 settembre, sulla scadenza della legge delega
per l’approvazione dell’intero pacchetto dei decreti sul federalismo

Infatti, anche se è chiaro a tutti che l’asse tra Berlusconi e Bossi
si regge sulla scommessa del federalismo, i tempi da mettere in
preventivo perché si arrivi al traguardo finale sono più che mai
incerti.
Intanto perché in bicamerale la conta dei voti continua a far
registrare il pareggio secco: 15 per la maggioranza e altrettanti per
l’opposizione.
E poi perché le vicende giudiziarie di Berlusconi, e i relativi
effetti sull’attività legislativa che interessano il Parlamento,
potrebbero riservare brutte sorprese alla Lega la quale, senza l’
approvazione di quella che ha definito «la rivoluzione copernicana» che
«spezza le catene del centralismo», sancirebbe il suo fallimento
politico.

E tutto ciò è tanto vero che, nonostante l’euforia del momento, Bossi
non si è detto sicuro delle sorti della legislatura. “Noi vogliamo
completare il federalismo, poi vediamo. Stiamo con i piedi per terra”
ha dichiarato.

Questo dunque lo stato delle cose.

E, che ci piaccia o no, è con questa realtà che ci dobbiamo sin da
ora confrontare.

Perché, anche se per la completa attuazione saranno necessari anni,
alcuni provvedimenti sono già operativi, o lo saranno a breve, e gli
effetti sui Comuni, ma soprattutto sui cittadini, saranno
immediati.

Senza voler entrare in aridi tecnicismi è comunque bene sottolineare
che, una volta pubblicato in Gazzetta, il decreto legislativo farà
scattare subito la cosiddetta “cedolare secca sugli affitti”, che già
dal 2011 permetterà ai proprietari di immobili affittati a uso
abitativo di pagare, al posto dell’attuale tassazione progressiva
Irpef, come tutti i lavoratori, un prelievo fisso del 21% (al 19% per i
canoni agevolati). Con il risultato, ad esempio, che un proprietario di
immobili con un reddito da affitti di 54.000 euro l’anno avrà uno
sconto sulle tasse di oltre 8.000 euro; e se il reddito è di 75.000
euro il risparmio sarà poco meno di 15.000 euro. Esattamente il
contrario di ciò che si chiama equità fiscale!!

E poi lo sbocco delle addizionali irpef da parte dei comuni potrà
essere retroattivo, a valere quindi sui redditi del 2010, se la
decisione del Comune di aumentare l’addizionale sarà pubblicata sull’
apposito sito in internet entro il 31 marzo 2011. E conoscendo i tagli
inflitti agli enti locali sarà difficile sfuggire alla tentazione
(forse alla necessità) di aumentare le tasse a carico del cittadini.

Ma non sono solo i cittadini ad essere preoccupati.

Anche molti sindaci, a prescindere dal colore della coalizione che li
sostiene, sono in stato di massima allerta a causa della grande
incertezza sulle risorse che avranno a disposizione e che li
costringerà a scegliere fra tagliare i servizi o alzare le tasse.
E, sa da un lato alcuni vivono il federalismo come una sfida, una
scommessa, che costringerà i primi cittadini a dimostrare di cosa sono
capaci, in tutti c’è il timore che il meccanismo della perequazione non
possa assicurare il riequilibrio di chi, con ogni probabilità, ci
rimetterà
E’ questo il risultato di un sondaggio del Sole 24 ore tra i sindaci
di quattordici medio - piccole città italiane.

Ma, anche se sono le critiche e le preoccupazioni a prevalere, non è
sufficiente protestare o esprimere un dissenso, pur se fortemente
motivato.

Cosa fare dunque?

Io credo che il nostro partito, già presente in molti Consigli
comunali, provinciali e regionali, nonché nel governo di alcuni
territori, anche, e soprattutto, in vista delle prossime elezioni
amministrative, debba promuovere una discussione larga che coinvolga
competenze, consiglieri, assessori, candidati, coordinatori a vari
livelli, per elaborare una propria idea di federalismo e una strategia
comune.

A livello nazionale il forum Ambiente Economia Lavoro, competente a
discutere anche di politiche fiscali, potrebbe fornire gli spunti utili
per avviare questa discussione; una discussione che, tuttavia, dovrà
vedere protagonisti tutti i territori anche con forme di collegamento a
rete per facilitare la più larga partecipazione.

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