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Dopo la catastrofe giapponese

I nostri Ministri: "Nucleare? No problem. Si va avanti"

Mentre il mondo intero mette sotto accusa il nucleare ed anche i nuclearisti più convinti stanno rivedendo le proprie posizioni

martedì 15 marzo 2011


“Soltanto le logiche di una cricca criminale possono impedire all’Italia di partecipare alla discussione che coinvolge tutto il pianeta sul futuro dell’energia nucleare”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Liberta’, Nichi Vendola, commentando l’irrigidimento del governo italiano sulla questione nucleare alla luce di quanto sta accadendo in Giappone, a margine di un dibattito sulla politica idrica sostenibile. “Il fatto che in meno di mezzo secolo tre incidenti rilevanti – ha ricordato Vendola – come quello del ’79 a Three Mile Island, come quello del 1986 a Chernobyl e come quello alla centrale di Fukushima, abbiano smentito tutte le certezze dei nuclearisti in tema di sicurezza delle centrali atomiche, chiede al mondo intero un atto di responsabilita’”.
“Il Giappone oggi e’ per intero attraversato da un’onda di panico sulla propagazione della radioattivita’ – ha aggiunto – non e’ possibile che a questo si replichi con le farneticazioni di Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente in questo caso del tutto inappropriato, o con le sciocchezzaio del presidente dell’Enel, Umberto Conti. Non e’ possibile replicare cosi’ perche’ se pensano che i cittadini italiani siano una platea di ganzi da abbindolare stanno sbagliando”.
“Noi armeremo una battaglia radicale – ha proseguito Nichi Vendola – sul diritto delle nostre comunita’, dei nostri territori, della nostra gente, a difendersi da una scelta che ha soltanto i tratti dell’affarismo lobbistico e che non corrisponde per niente alle necessita’ di approvvigionamento energetico del nostro Paese”.
Secondo Vendola, occorre lavorare “sul risparmio energetico, sull’efficientamento energetico degli edifici, si lavori – ha sottolineato – sulla rete di trasmissione dell’energia che perde il 15% per il suo stato di obsolescenza, si lavori sulla solarizzazione strutturale, si lavori su tutto il registro delle fonti rinnovabili di energia e si abbandoni quell’opzione – ha concluso – che e’ frutto di un passato che inquina il nostro presente e inquinera’ a lungo il nostro futuro".

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