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Italia bella addormentata nel globo

Riformismo per un paese apparentemente sviluppato

lunedì 5 marzo 2012, di Antonio Mariano Teodorici


La nostra Costituzione è stata la reazione di un particolare momento storico ponendo le basi ad un sistema articolato da compromessi. Una debolezza politica che, tuttavia, ha salvaguardato l’Italia fondando le basi democratiche dell’organizzazione della macchina statale.
Oramai, però, sembra più che necessario proporsi di avere una precisa ottica riformista per non continuare a guardare con l’indolente pigrizia di chi ha i paraocchi e di chi ha le convinzioni di lasciare le cose così come stanno. Tutto questo sempre per lo stesso motivo: il ricorrente timore di una crisi della democrazia che potrebbe dare vita a forme dittatoriali più o meno moderne. Sta di fatto che la storia contemporanea mistifica notevolmente la storia del ‘900, perché è da molti criticata, ma da quasi nessuno rivalutata come il momento dell’innovazione e della rivoluzione. Un periodo che ha visto la propria generazione portare avanti delle grandi battaglie sociali di cui oggi godiamo e di cui non ne conosciamo l’origine. Anzi non abbiamo nemmeno la capacità di chiederci cosa sia stato fatto (e cosa abbiamo fatto) in questi ultimi venti anni perché fossimo felici.
Ho l’impressione che sembriamo troppo preoccupati di essere figli di un tempo scandito dalla remora antifascista che, a volte, non ci dà l’opportunità di guardare oltre i nostri limiti. Quei limiti che ci costringono a parafrasare un timido qualunquismo poco rappresentativo di tutto il valore aggiunto di cui siamo provvisti.
Ed in questo momento che mi sento di sostenere il pensiero di alcuni luogotenenti cosmopoliti secondo cui l’italiano medio appare sempre più dotato di una impraticabile creatività mossa dalla retorica e dal poco buon senso. Un popolo di geniale intelligenza, ma che non sa raggiungere il risultato.

Mai credere nello stravolgimento di tutto il percorso fin qui fatto e, soprattutto, mai pensare che lo stato lo si cambi eludendo i principi socialisti fin qui conquistati, ma rimanere nella staticità non appare la soluzione più adeguata.
 

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