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Un contributo per Sinistra Ecologia Libertà.

Lettera aperta a SEL Primo Municipio.

martedì 25 settembre 2012, di Antonio Mariano Teodorici



Care amiche e cari amici,

normalmente cerco di evitare lettere aperte e dal sapore troppo critico e mi limito a parlare per linee generali e per didascalie di fatti contigenti, ma oggi sento forte il bisogno di offrire il mio pensiero a tutti voi perché voglio davanti un interlocutore certo: il mio partito.

Dobbiamo cambiare assolutamente il nostro obiettivo ed il modo di fare politica e dobbiamo fare il possibile per tenere saldi alcuni valori fondamentali. È necessario mettere le basi per una politica fatta di pragmatismo e concretezza proiettata verso l’orizzonte di non pensare alla sola epurazione delle mele marce che sono si parte integrante dello scenario nazionale e locale, ma anche verso la disgregazione di quel Sistema che abbiamo contribuito a creare.

Stiamo davanti alle elezioni comunali e forse a quelle regionali e potrebbe essere davvero giusto che noi ci riappropriassimo del vero senso della buona politica, dell’essere fautori del cambiamento, del vero cambiamento, semmai sostenendo una linea programmatica chiara fatta di meriti e di quella politica di concorrenza atta a boicottare qualsiasi forma di compromesso del Sistema che ammala l’amministrazione pubblica di gentaglia incompetente e immeritevole.

Sento spesso che siamo tutti per Nicola Zingaretti, l’uomo giusto, l’uomo che può riportare dignitosamente la Sinistra in Campidoglio, l’uomo che farà tante politiche sociali. Ma ci ricordiamo che Zingaretti ha alle spalle uomini della vecchia guardia sinistroide che hanno un potere infimo e decisionista che potrebbe modificare le sorti di questa nuova avventura? Oppure ce ne vogliamo dimenticare?
E ci ricordiamo che qualche assessore della giunta Veltroni che oggi continua ad andare a braccetto co l’ex assessore Morassut?

Capisco bene che una strada dobbiamo percorrerla perché non possiamo stare sempre lì - come é nostro modo - a criticare con la nostra politica del contro o dell’anti, ma possiamo davvero dare una ventata di freschezza, se lo desideriamo.

I punti chiave sono questi:

- Incandidadibilità di soggetti rinviati a giudizio o con processi in conrso
- Primarie per tutto il centro – sinistra (consiglieri municipali, presidente municipale, consigliere municipale, candidato sindaco).
- Linee programmatiche su azzeramento dei vertici delle municipalizzate e management scelto con ausilio di una commissione tecnica permamente che abbbia il compito di vigilare sulle medesime relatà aziendali.
- Rivedibilità di tutto il personale assunto in Campidoglio con contratti a termine/progetto, affiancati a politici.
- Personale assunto a chiamata diretta, sia per il Comune che per le cosieta collegate, limitato alla sola segreteria del sindaco e al suo staff per un totale annuo di spesa inferiore ad un milione di euro.
- Auto blu limitate al sindaco, agli assessori e ai soggetti da tutelare con scorta.
- Numero massimo di assessori: 8 (di cui almeno 3 donne).
- Accorpamento di uffici comunali e ridimensionamento del numero dei dirigenti.
- Revocabilità dell’incarico di assessore da parte del sindaco.

È necessario optare per una linea dura e rompere i vecchi schemi dell’intangibilità per chi sbaglia ed è opportuno che si scelga l’idea secondo la quale per essere candidato non bisogna favorire le speculazioni edilizie dei Caltagirone e company, non bisogna collocare 800 risorse all’ATAC per chiamata diretta, non bisogna riempire le municipalizzate di tecnici informatici laureati in Storia antica perché l’assessore di turno o il consigliere potente ha deciso che quello è il posto giusto per il candidato segnalato.

L’ordine delle priorità devono essere collegate al bene comune e quindi ai servizi al cittadino, alla meritocrazia, alla competenza, alla nuova era che vogliamo aprire, dove la partecipazione entusiastica della gente sia alla base del nostro movimento. Se invece il nostro obiettivo rimane quello della spartizione dei voti, dei candidati, dei seggi e del territorio per continuare a marciare affianco a loschi personaggi forse da attaccare quando non ci conviene per fare solo polemica sterile o per avallare principi intellettuali e garantisti, allora passate oltre questo mio discorso e dite pure che i risultati si possono percorrere a piccoli passi, step by step, e che stando dentro al sistema si può sviscerare l’apparato melmoso delle istituzioni.

Sappiate che io sogno un Paese diverso e un Paese migliore perché una mattina vorrei svegliarmi, guardarmi allo specchio e dire a me stesso che sono orgoglioso della mia Italia.

Grazie per l’attenzione

Mariano Teodorici

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