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Naufragio controcorrente

Il mio finanziamento alla politica

È dai tempi di tangentopoli che il finanziamento pubblico ai partiti e i costi della politica sono una ferita aperta.

lunedì 4 marzo 2013, di J. Pierluigi Renzi

Abbiamo trovato in riva al mare una bottiglia con dentro un foglio, abbandonata nei flutti chissà da quale naufrago. La lettera ci pare interessante e la pubblichiamo.


Non ho mai mancato una elezione e non ho mai votato per persone disoneste. Non si tratta di fortuna, ma di semplice attenzione. Purtroppo in questo malconcio paese in cui il senso dell’interesse collettivo è di qualità inferiore alla decenza, in troppi votano seguendo criteri sbagliati, mandando in Parlamento persone indegne di ricoprire una carica pubblica nell’interesse della collettività. Lo fanno ripetutamente elevando nel tempo una classe di politici di cui siamo costretti a vergognarci. Così periodicamente crescono moti di rabbia contro la casta e i suoi privilegi.
Passata la tempesta ricominciano. In seguito alla stagione di Mani Pulite, la maggioranza degli elettori inviò in Parlamento una generazione di farabutti totalmente privi delle qualità morali necessarie a perseguire il bene collettivo. In 18 anni hanno lasciato marcire ancor più le già deboli articolazioni della cosa pubblica italiana.

Ed ora siamo daccapo a parlare di politici indegni e finanziamenti da tagliare.

Io non voglio essere confuso con quegli elettori. Il mio deputato o deputata di riferimento è una persona onesta, probabilmente ambiziosa ma sicuramente premiata dalla tempra morale necessaria. Deve essere una persona dotata di cultura o qualità personali elevate, tali da garantire il governo migliore per il Paese dove voglio vivere felice e orgoglioso.

Perciò questa persona deve avere emolumenti più che dignitosi, non inferiori alla media europea. Voglio che stia in Parlamento per impegnarsi a tempo pieno per il Paese e non perda tempo a stirarsi le camice. Voglio che sia consapevole di svolgere un ruolo di grande responsabilità in un luogo solenne; e che questo gli sia riconosciuto anche economicamente.

Desidero che stia in Parlamento senza doversi preoccupare nemmeno un giorno di cosa ne sarà del suo futuro una volta lasciata la carica, perché deve pensare solo al futuro dei miei figli.

Voglio eleggerlo scrivendone nome e cognome, sapendo di eleggere una persona retta.

Se questo comporta una una modifica delle regole di finanziamento della politica, ben venga una stagione di riforme che conduca il nostro stato alla maturità.

Le urla e gli insulti contro la casta da parte degli stessi che ieri avevano eletto i disonesti, non mi interessano. È un modo che non mi appartiene e credo non debba appartenere ad una collettività consapevole e matura.

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