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La Crisi di Governo

Quali prospettive per la Sinistra

mercoledì 20 febbraio 2008, di Vincenzo Smaldore


La situazione, si sarebbe detto una volta, è difficile. Anzi, difficilissima. Per la seconda volta un governo Prodi cade prima della fine naturale della legislatura. Questa volta l’assassino – a differenza del 1998 – non va cercato a sinistra. Per il segretario di Rifondazione, Franco Giordano: “La crisi di governo è stata causata dal ventre molle centrista del centrosinistra” (un mix tra “caso Mastella & signora”, l’insofferenza dei liberali di Lamberto Dini e di inutili acquisti del centrosinistra come l’ultraconservatore Domenico Fisichella, famoso per essere fieramente monarchico). Aggiunge Giordano: “Occorre provare a fare una proposta come quella di un governo che provi ad approvare una riforma elettorale sulla base delle proposte emerse nella Commissione affari costituzionali del Senato”.

E se la situazione dovesse precipitare facendo saltare ogni margine di trattativa? Il leader del Prc accenna al rapporto con le altre forze della sinistra: “Ci sono posizioni comuni ma pure differenze. Dobbiamo investire sull’accelerazione del processo che porta a un soggetto unitario e sull’innovazione politica e culturale.
Ciò che non va bene è la logica delle coalizioni coatte”. L’accenno polemico è verso Verdi e Comunisti italiani che nelle consultazioni con il capo dello Stato hanno illustrato proposte diverse da quella del Prc e di Sinistra democratica. I Verdi hanno fatto riferimento all’eventualità di un reincarico a Romano Prodi, i secondi hanno optano per le elezioni anticipate subito (temono una riforma elettorale con sbarramento al 5%? Ma se è così perché parlano di unità a sinistra?).

Sulla posizione di Giordano converge solo Sinistra democratica, che con il portavoce Fabio Mussi ha parlato di “un governo per la riforma elettorale”. Non c’è dubbio però che si è perso del tempo prezioso per far nascere un nuovo soggetto politico a sinistra del Partito democratico. L’entusiasmo con cui questa ipotesi era stata accolta da vasti settori di opinione rischia di andare dispersa, se non si inverte la marcia. La cosiddetta Cosa rossa non ha ancora avviato una discussione di merito sulle forme della propria presentazione alle elezioni, nel caso il Partito democratico confermi l’intenzione di correre da solo senza proporre una alleanza elettorale.
Per ora, lo scenario più accreditato è che il Prc potrebbe presentare liste unitarie esclusivamente con Sinistra democratica. Il dissenso che si è registrato sull’andamento della crisi di governo con Verdi e Pdci sembra infatti destinato a pesare sulle mosse della Cosa rossa: se con il Sole che ride è possibile un recupero, con i Comunisti italiani l’impresa appare più ardua.

Prc e Rifondazione, in attesa degli eventi, non forzano i toni della polemica nei confronti del Pd di Walter Veltroni. Quest’ultimo, intervenendo in un convegno dell’area “liberal” del suo partito, non ha invece rinunciato a criticare l’ala sinistra del centrosinistra: “Certe manifestazioni di neo estremismo hanno pesato negativamente in questi anni sulla vita del governo e sul paese”. Con queste parole il segretario del Pd sembra confermare la convinzione che il suo partito abbia chance di successo solo se non si fa capofila della riproposizione della passata alleanza di centrosinistra. Modalità di presentazione alle elezioni, costruzione o meno di una nuova alleanza di centrosinistra, sono destinati perciò a diventare questioni di rovente polemica.

I problemi per la sinistra alternativa sono ormai diventati di cultura e di strategia, forse addirittura di sopravvivenza. Come rispondere al nuovo aggravamento della crisi della politica che rende troppo uguali centrosinistra e centrodestra nelle pratiche di governo a livello nazionale e locale? Come ricostruire nel fuoco di una campagna elettorale una proposta che non allontani definitivamente la prospettiva del governo? Come promuovere una nuova generazione di dirigenti e di militanti? Come tenere aperti i canali di comunicazione tra Pd e Cosa rossa? Non c’è molto tempo per rispondere.

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