Home > Rione Ventesimo in rete > Roma > SEL DICE NO ALLA SVENDITA DEI BENI COMUNI

SEL DICE NO ALLA SVENDITA DEI BENI COMUNI

giovedì 29 marzo 2012, di Gabriella Casalini

NO ALLA SVENDITA DEI BENI COMUNI. AZUNI E ABBONDATI (SEL): "SI VUOLE CANCELLARE LA VOLONTA’ POPOLARE. PER RIMPINGUARE LE CASSE COMUNALI ALEMANNO LIQUIDA I SERVIZI PUBBLICI LOCALI"


Comunicato stampa

Roma, 28Marzo 2012

“In spregio alla volontà di 1 milione e duecentomila romani che votando Sì ai referendum dello scorso giugno, con l’abrogazione dell’art. 23 bis, hanno deciso di restituire alla sfera pubblica la gestione dei beni comuni, a cominciare dall’acqua, ma anche dei servizi pubblici, compresi i rifiuti e il trasporto pubblico locale, il Sindaco Alemanno si appresta a mettere in atto il suo piano di smantellamento e privatizzazione dei servizi pubblici locali di Roma Capitale”. E’ quanto dichiarano Maria Gemma Azuni Consigliere Assemblea Capitolina - Sel e Guglielmo Abbondati Coordinatore Regionale di Sinistra ecologia e libertà.

“Con la scusa di fare cassa e rimpinguare le ormai tristi finanze comunali – spiega Gemma Azuni - Alemanno sta tentando di portare a termine la svendita ai privati del 21% del pacchetto azionario di Acea. Al Comune resterebbe solo il 30%, una quota pubblica irrisoria se si considera che nonostante il 51% attuale l’azienda è di fatto gestita privatisticamente e in questi anni da municipalizzata si è trasformata in una vera e propria multinazionale a caccia dell’acqua anche in altri continenti”.

“Il Sindaco spera di recuperare la debacle del suo governo - aggiunge Azuni - facendosi solerte interprete delle disposizioni varate dal Governo Monti che nel decreto cresci Italia fissa a giugno del 2015 il termine ultimo per portare le quote di proprietà delle ex municipalizzate ad un massimo del 30%. Così pensa di mettere in vendita anche l’Ama (rifiuti), l’Atac (trasporto pubblico) e poi Zetema (musei e siti archeologici), Risorse per Roma, Acqua Roma, Roma Metropolitane ed altri gioielli del patrimonio pubblico. Queste società verrebbero riunite tutte nella finanziaria Roma Capitale Holding, il cui indirizzo e controllo non sarà esercitato dall’Assemblea Capitolina (quindi dai rappresentanti degli elettori) ma diverrà un’emanazione diretta della volontà della giunta, Sindaco in primis”.

“Oggi più che mai – dicono Azuni e Abbondati - una scelta del genere va contrastata. E’ quanto mai necessario aprire un ampio dibattito pubblico che coinvolga l’assemblea capitolina, i consigli municipali, coloro che hanno promosso e vinto i referendum, le associazioni, i comitati, tutti coloro che vogliono preservare l’universalità dei diritti fondamentali di cittadinanza. Riteniamo indispensabili – concludono i due esponenti di Sel - modalità nuove ed etiche per garantire a Roma Capitale investimenti pubblici necessari a realizzare politiche ambientali di risparmio idrico ed energetico, di riduzione recupero e riuso dei rifiuti, di mobilità pubblica e sostenibile, di promozione e difesa del patrimonio storico e culturale. Un nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondante di una nuova alleanza politica e sociale capace di indicare la strada per uscire dalla crisi e ridare alla città di Roma un governo forte ed autorevole”.

Maria Gemma Azuni

Presidente del Gruppo Misto (Sinistra Ecologia Libertà)

Assemblea Capitolina - Roma Capitale

2007-2020 Rione Ventesimo, rivista di Roma Testaccio
SPIP | Chi siamo | scrivi a Rioneventesimo | Facebook | | Mappa del sito | Monitorare l’attività del sito RSS 2.0