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Cultura e pandemia

Occupazione del Globe Theatre

Come a Milano e Napoli i lavoratori manifestano a causa delle enormi difficoltà in cui versa tutto il settore.

sabato 17 aprile 2021, di J. Pierluigi Renzi


La mattina del 13 Aprile un gruppo di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo e della cultura ha occupato il Globe Theatre a Villa Borghese; protestano dopo oltre un anno di pandemia e di quasi totale inattività a causa della crisi sanitaria.
Chiedono misure precise di sostegno per un settore particolarmente penalizzato dalle restrizioni anti-Covid. Chiedono una riforma strutturale del settore.
I lavoratori dello spettacolo in Italia sono circa mezzo milione e solo il 5% di questi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato. A Testaccio ci sono, o forse dobbiamo dire c’erano, più di 10 teatri.

Questo è stato il loro comunicato : "Non vogliamo una riapertura senza sicurezza, che ci faccia ripiombare in un mondo del lavoro ancora più incerto e privo di garanzie. Riapriamo questo spazio a tutte le precarie, a tutti gli sfruttati, per riappropriarci di un tempo di confronto e autoformazione». Uno dei motti della protesta "Non per noi ma per tutti" esemplifica perfettamente il punto dell’occupazione e il perché chiunque si definisca di sinistra non può che appoggiarla! La situazione per tantissimi lavorator* nel nostro paese è grave, dopo più di un anno di chiusure e soprattutto di mancanza di prospettive. Da questa crisi possiamo uscirne soltanto se la politica avrà primo obiettivo quello di sostenere e aiutare chi lavora e chi ha sofferto di più.

Comunicato di Sinistra Italiana
AL FIANCO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO
Siamo solidali con le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo che da alcuni giorni e fino a domenica hanno occupato il Globe Theatre di Villa Borghese alzando il sipario sulla necessità di non dimenticare che tutto il settore è stato il primo a chiudere ed è rimasto fermo per ormai oltre un anno. Un settore che già prima della pandemia aveva visto crescere a dismisura la precarietà e che oggi ha più che mai bisogno di riforme strutturali che garantiscano diritti e lavoro.
Per gli stessi motivi parteciperemo domani (sabato 17 aprile, ndr) a Piazza del Popolo alla manifestazione nazionale ’Bauli in Piazza’, per richiedere l’immediata istituzione di un fondo per garantire il reddito dei lavoratori e un tavolo di confronto per calendarizzare subito la ripartenza del settore.
Senza facili slogan sulle riaperture, che dovranno avvenire necessariamente in una condizione di sicurezza, ci uniamo alla richiesta di lavoro e reddito, la strada maestra per garantire un futuro senza sfruttamento e precarietà

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