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Parentopoli

Atac perde la testa

Roma, si dimette l’amministratore delegato Maurizio Basile

venerdì 15 aprile 2011


L’amministratore delegato di Atac, Maurizio Basile, ha rassegnato le sue dimissioni. Maurizio Basile, classe 1948, «manager molto noto in tutti gli ambienti delle società a capitale pubblico e con un’esperienza e capacità manageriale universalmente riconosciuta». Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il 19 ottobre scorso, dava il benvenuto a Basile come nuovo amministratore delegato dell’Atac.
In effetti Maurizio Basile non arrivava da molto lontano: lasciava la carica di capo di Gabinetto del Campidoglio per assumere quella di AD della municipalizzata. L’uomo ’giustò, secondo il Campidoglio, per «gestire una fase di importante trasformazione della societa»: ovvero quella post Partentopoli, lo scandalo che ha travolto Atac e Trambus per le oltre 800 assunzioni a chiamata diretta avvenute negli ultimi due anni e tra cui ci sarebbero stati parenti, segretari e mogli di assessori, dirigenti, sindacalisti.
Quella delle dimissioni appare una decisione quasi obbligata, dal momento che sia il presidente del collegio dei sindaci, Massimo Tizzon, sia quello dell’azienda, Luigi Legnani, avevano appena comunicato la loro intenzione di abbandonare la "nave" Atac, affondata da Parentoli e ormai sull’orlo del crac.

Qui di seguito il comunicato stampa di Gemma Azuni del 14 aprile.

l’ATAC RISORSA PREZIOSA DELLA CITTA’ - ALEMANNO HA IL DOVERE DI
TUTELARLA

Le dimissioni annunciate questa mattina, dall’Amministratore Delegato
dell’ATAC, Basile, e dal Presidente Legnani, non fanno che confermare
lo stato di disastroso fallimento delle politiche sulla mobilità a
tutto discapito dei cittadini romani.

Altro che aumento del biglietto, l’Azienda deve essere risanata e al
più presto.

Non credano, il Sindaco e l’Amministratore Delegato che, con la
minaccia delle dimissioni, lo stesso Amministratore Delegato otterrà
poteri pieni e insindacabili.

Il risanamento dell’ATAC dovrà passare per un percorso condiviso con
i lavoratori, le loro organizzazioni Sindacali e con l’Assemblea
Capitolina, organo sovrano del Governo di Roma Capitale, non guardando
certo ai giochi di potere interni al PDL ma alla efficienza ed
efficacia di un servizio pubblico di Roma Capitale che nulla ha a che
vedere con spinte correntizie.

Chiederò al Sindaco in primis, e all’Amministratore Delegato e al C.d.
A., responsabilità rispetto a un bene pubblico che appartiene a tutta
la cittadinanza romana.

Gemma Azuni
Consigliere di Roma Capitale

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