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Fisco e nazione

Mamma mia la patrimoniale!

Una piccola storia ambientata al Testaccio.

domenica 20 novembre 2011, di Redazione

Riceviamo un foglio dattiloscritto e firmato che volentieri pubblichiamo perché ci sembra utile per comprendere il motivo per cui un paese moderno non può esimersi dall’introdurre una tassazione sui patrimoni.


Mi chiamo Mario Raucedine e vivo da qualche anno al Rione Testaccio, in affitto. Il proprietario di casa è un avvocato cortese e gentile, sempre disponibile; negli anni ho imparato che poi alla fine è sempre molto fermo e deciso nel salvaguardare i propri interessi. Ma cortese.

Pago 1350 euro al mese. Mi tocca pagarli in contanti perché all’avvocato gli altri sistemi di pagamento, che sarebbero più comodi per me, come bonifico bancario o assegno proprio non gli garbano. Così ogni mese mi tocca andare in banca, recuperare tutti i soldi in contanti e con un po’ di trepidazione andarli a versare. Ogni volta penso che prima o poi mi capiterà di perderli o di subire un furto; e allora un po’ mi indispettisce quella cortesia ostentata dall’avvocato. Ma poi mi dico che egli è un gran signore e non si rende conto delle mie preoccupazioni per quella cifra per lui assai modesta.

Già perché l’avvocato possiede 20 appartamenti nel palazzo dove abito. E chissà quanti altri per Roma. Sicché ogni mese solo da questo palazzo gli entrano forse 25.000 euro. 300.000 in un anno. Mi gira un po’ la testa a pensarci. Che avvocato fortunato, penso io. Chissà quanto pagherà di tasse, mi chiedo.

Ma una questione mi frulla per la testa in cerca di illuminazione. Le 20 famiglie che abitano nel palazzo sono composte da gente che lavora e guadagna. Gente impegnata in attività, produttive e commerciali. Costoro con la loro attività creano la ricchezza, del palazzo e del paese. Ma quei 300.000 euro che vanno all’avvocato, torneranno nelle attività produttive?
Non sara’ che finiscono dentro quei fondi della speculazione finanziaria che sono la nostra dannazione contemporanea?

Da qualche parte ho letto che in Italia c’e’ un eccessivo trasferimento di risorse dalla produzione alla rendita. Mah, davvero non so rispondermi. Sarà che non sono esperto di economia, ma mi sono fatto la strana idea che questo sistema non possa funzionare. Che l’avvocato stia divorando nel tempo l’edificio (economico) dal quale preleva tante risorse evitando di reinvestirle. L’edificio potrebbe crollare. O impoverirsi a dismisura.

Ma forse all’avvocato non importa. Qualcuno nel palazzo sostiene che lui i soldi li sta investendo in appartamenti a Londra e Berlino.


(PS, ovvero note della redazione)
L’Italia è un paese ricco
- il nostro paese possiede il 5,7% della ricchezza mondiale,
- ma ha solo l’1% della popolazione mondiale,
- e il 3% del Pil (prodotto interno lordo) globale. Questo significa che, rispetto al mondo, gli italiani sono più ricchi del loro paese.
(la differenza tra ricchezza e reddito sottolinea l’evasione fiscale)

L’Italia è un paese diseguale

La musica cambia (per molti) quando si va a guardare la distribuzione di questa ricchezza. In termini tecnici si dice che il grado di concentrazione è alto: poche famiglie hanno molto e molte famiglie hanno poco.

Il dato è di Bankitalia:

- il 10% delle famiglie più ricche possiede quasi il 45% della ricchezza complessiva;
- il 50% delle famiglie più povere possiede il 10% della ricchezza complessiva.

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